La casa al centro delle politiche pubbliche. Quale ruolo per l’architettura?

Affordable housing: concorsi, progetti e osservatori

Paola Pierotti, PPAN
19. luglio 2022
Il progetto Living in the blue di Atelier(s) Alfonso Femia. Ph. ©Stefano Anzini

Di recente c’è stata la pubblicazione del bando promosso dall’Azienda Casa Emilia Romagna della Provincia di Rimini, con il patrocinio dell’Ordine degli architetti della provincia, un concorso in due gradi ed in modalità informatica per l’attuazione di un programma integrato di edilizia residenziale sociale, per l’ex Questura. La committenza punta ad acquisire – dopo l’espletamento del secondo grado – un disegno con livello di approfondimento pari a quello di un «Progetto di fattibilità tecnica ed economica, con la conseguente individuazione del soggetto vincitore a cui saranno affidate le fasi successive della progettazione definitiva ed esecutiva e di direzione dei lavori». Costo stimato dell’opera? 5,8 milioni di euro. Invio degli elaborati per la prima fase entro il 31 agosto 2022. 

L’opera può godere di un finanziamento delle Regione Emilia-Romagna e l’area di concorso fa parte di una più ampia zona prospiciente lo stadio che presenta diverse criticità dovute al degrado, non solo fisico ma anche sociale, del quartiere indotto anche dalla presenza di un’opera incompiuta, appunto l’ex Questura. Ai progettisti si chiedono idee per la rigenerazione – sociale ed urbana – di tutto il quartiere, facendo di questo brano di città un luogo accogliente, dove le persone possano socializzare in tranquillità, e dove l’architettura di qualità possa dare il proprio necessario contributo. Spazio alla ricerca compositiva e tipologica per definire nuovi modelli di edifici di edilizia residenziale pubblica e di edilizia residenziale sociale che possano venire incontro alle mutate esigenze abitative, che possano consentire trasformazioni nel tempo e che infine possano essere di facile gestione. Particolare attenzione dovrà essere posta agli aspetti ambientali dell’area che riveste un’importanza dal punto di vista ecologico.

La casa come infrastruttura sociale. La casa come tematica al centro del programma per la qualità dell’abitare promosso dal Mims e finanziato Pnrr che sta entrando nella fase esecutiva e che in alcuni casi finanzia opere già aggiudicatarie di concorsi, come nel caso della biblioteca di Lorenteggio a Milano, oppure stimola nuove iniziative come quella di Marzabotto, nel bolognese, dove è aperta un’altra gara, sempre in due gradi, per la rigenerazione dell’area ex cartiera Burgo a Lama di Reno, nell’ambito del piano integrato della città metropolitana di Bologna.

Copertina del libro "Next Green Building. Il mutualismo abitativo per le sfide ambientali e sociali", il Quaderno della Fondazione Barberini realizzato da Legacoop Abitanti

Dall’abitazione agli abitanti, mettendo al centro le persone, e dando un contributo alla transizione ecologica. Questo l’impegno di Legacoop Abitanti che ha recentemente pubblicato un quaderno dedicato al “Next Green Housing” con alcune proposte avanzate dalle cooperative sul tema della casa: differenziare in base al reddito di chi fruisce dei benefici del Superbonus, «che oltre ai noti effetti distorsivi sul mercato si è rivelato una misura regressiva, con accentuate disparità economiche, territoriali e culturali nella fruizione» si legge in una nota di Legacoop, «rendendolo uno strumento stabile e soprattutto volto a sostenere chi ha capacità economiche ridotte e soggetti come la cooperazione di abitanti che possiedono patrimoni di alloggi con finalità sociali». Tra le proposte anche la promozione del potenziale realizzativo delle cooperative di abitanti «nel campo delle comunità energetiche rinnovabili, consentendo anche ad esse l’accesso agli incentivi fiscali al 50% per gli investimenti in pannelli fotovoltaici nell’ambito dei cosiddetti “bonus casa” riconosciuti ai privati per le ristrutturazioni edilizie». Legacoop Abitanti insieme alla Fondazione Barberini rilanciano il contributo delle cooperative di abitanti alla conversione ecologica, con una visione ispirata al mutualismo e all’agire collettivo.

Il progetto “85 Social housing units” dello studio spagnolo Peris+Toral Arquitectes. Foto tratta da premiobaffarivolta.ordinearchitetti.mi.it

Osservatori italiani. Occasioni di progetto (considerando i bandi aperti ma anche le recenti realizzazioni come Living in the Blue di Atelier(s) Alfonso Femia o il nuovo progetto per Unione 0 firmato Barreca & La Varra), ma anche numeri e rapporti come quello recente di Nomisma sulle famiglie e gli investitori e come il nuovo osservatorio sulla casa affordable di Milano metropolitana, promosso da Ccl – Consorzio cooperative lavoratori, Delta ecopolis in partnership con il Dipartimento di architettura e studi urbani (Dastu) del Politecnico di Milano. All’orizzonte, con attenzione all’architettura il Premio Baffa Rivolta promosso all’Ordine degli architetti di Milano che da vent’anni monitora le eccellenze europee selezionando progetti costruiti dal 2000 ad oggi. L’ultima edizione è stata vinta dallo studio spagnolo Peris+Toral Arquitectes con il progetto “85 Social housing units”, premiato dalla giuria composta da Søren Nielsen, Simona Della Rocca, Fabio Lepratto, Carles Muro e Chiara Rizzica, «il contributo più innovativo negli aspetti tecnici e costruttivi oltre che in quelli tipologico-formali, fornendo un concetto incisivo e stimolante per la progettazione di alloggi a prezzi accessibili».

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