L'architettura del mese

Living in the Blue

Atelier(s) Alfonso Femia
21. giugno 2022
Ph. ©S.Anzini

Centoquattro alloggi di proprietà in edilizia convenzionata; 46 alloggi in affitto a canone calmierato; cinque spazi commerciali e due unità di cohousing per ospitare fino a 26 posti letto. Questi i numeri di Living in the blue un complesso di due edifici a Lambrate nel milanese progettato da Atelier(s) Alfonso Femia. Ai piani terra, verranno messi a disposizione della comunità di abitanti due spazi per attività e servizi condivisi che prevedono una sala polifunzionale per attività comuni ludiche e di incontro tra gli abitanti, uno spazio “officina” per attività di hobbystica e una lavanderia comune per il condominio.

Nome del progetto: Living in the Blue
Location: Lambrate, Milan
Cliente: Cooperativa Dorica promossa dal Consorzio Cooperative Lavoratori, e Ecopolis Casa promossa da Delta Ecopolis
Site Area: 53 534 m2
Building Area: 12 404 m2
Project Dates: 2017/2020
Architettura: Atelier(s) Alfonso Femia
Design Principal: Alfonso Femia
Project Architects: Alfonso Femia, Simonetta Cenci
Project Manager: Marco Corazza
Project Team: Arianna Dall’Occa, Vincenzo Tripodi, Chiara Frumento, Ilaria Schiavone, Alessandra d'Apolito, Vanesa Carbajo Fernàndez, Vera Messana, Andrea Lucchi
 
CONSULENTI
Strutture: FOR engineering architecure
MEP/FP Engineer: FOR engineering architecure
Architetti paesaggisti: Atelier(s) Alfonso Femia
Contractor: Cooperativa Arte Edile
MANUFACTURERS
Rivestimenti ceramici in facciata: Casalgrande Padana
Pavimenti esterni in marmo: Marmi Faedo spa
Facciata ventilata: GEOS Italy srl
Cartongessi: GPA srl
 
PARTICOLARITÀ
Costruzione di due palazzine comprendenti:
- 104 alloggi in proprietà in edilizia convenzionata, assegnati ai soci prenotatari delle cooperative Dorica e Ecopolis Casa (interamente assegnati);
- 46 alloggi in affitto a canone convenzionato;
- 5 spazi commerciali (farmacia-studio medico-parrucchiere-micro nido-profumeria);
- 2 unità alloggiative plurifamiliari (cohousing) destinate a residenza temporanea con 26 posti letto.
Come avete vinto questa commessa? È stata per esempio frutto di una gara, o di un concorso a inviti?

Il progetto, frutto di affidamento diretto all’Atelier(s) Alfonso Femia, si inserisce all’interno di un’area, quella di Lambrate, attualmente oggetto di una complessiva trasformazione e riqualificazione: la presenza di nuovi spazi per la residenza, la nascita di laboratori per il lavoro, l’organizzazione di eventi come quello del “Fuorisalone”, sono un esempio di come il quartiere stia mutando l’ormai vecchia immagine di solo luogo produttivo.

Ph. ©S.Anzini
Ci può descrivere il progetto?

Il progetto (perimetrato da via Crespi a nord, via Pitteri ad est, via Tanzi a sud, e via Canzi ad ovest) trova le proprie basi fondative nel progetto degli spazi aperti/verdi, i quali hanno determinato le volumetrie residenziali che qui si insediano.

Due edifici semplici si articolano attraverso le volumetrie dei balconi, ora come sistema a cascata e appoggiato al volume edilizio, ora puntuali come spalti nel cielo, vere prosecuzioni dello spazio interno verso l’esterno.

Il parco innesta il territorio per diventare il cuore della trasformazione urbana. 

Sempre questo ha generato i principi fondativi dell’opera, nella sua relazione tra spazi aperti, piazze, percorsi e connessioni.

I due edifici, con un impianto planimetrico ad “elle”, si sviluppano per nove piani fuori terra delimitando una nuova piazza pubblica aperta verso la città.

Il piano terra si caratterizza per la presenza di spazi dedicati al commercio e ai servizi per i cittadini, oltre agli ingressi di tutte le hall dei vani scala. La grande permeabilità dei flussi, che si renderà possibile grazie a degli spazi a portico che attraversano completamente gli edifici, permette di collegare la piazza centrale con il parco che perimetra i due edifici a sud e a ovest, creando un continuum tra piazza Vigili del fuoco e il giardino, di cui la piazza rappresenta lo snodo principale.

L’intervento sviluppa, nei due edifici, 12.404mq di cui 8.360mq di edilizia convenzionata agevolata di proprietà, 3.344mq di edilizia convenzionata agevolata in locazione, e ben 700 metri quadri di spazi commerciali al piano terra.

L’iniziativa, avviata nel 2014, ha visto partire dei lavori nel 2016 e il termine degli stessi nel 2020 ed accoglierà: 104 alloggi di proprietà, 46 alloggi in affitto, 5 spazi commerciali e 2 alloggi plurifamiliari (cohousing) con 26 posti letto. A completamento, ai piani terra, verranno messi a disposizione della comunità di abitanti due spazi per attività e servizi condivisi; gli spazi prevedono una sala polifunzionale per attività comuni ludiche e di incontro tra gli abitanti, uno spazio “officina” per attività di hobbystica e una lavanderia comune per il condominio.

Ph. ©S.Anzini
Quali sono state le ispirazioni e le idee che hanno influenzato la progettazione dell’edificio?

Due edifici si compongono e si scompongono in un dialogo continuo con la materia e il suo rapporto con la luce: cangiante con la ceramica, in chiaroscuro con il legno, omogeneo sui muri intonacati disegnati a sequenza geometrica cromatica come omaggio alle opere “Positivo-negativo” di Bruno Munari che ne ha realizzato una collezione dagli anni 50 sino a tutti gli anni 70.

Come risponde l’architettura alle caratteristiche di questo sito?

Abbiamo voluto trasformare un luogo che ha sempre ospitato attività industriali e attività produttive, lavoro, e che per molti anni è stato abbandonato. 

Costruire un luogo dove abitare.

Immaginare che questo debba sapere coniugare la dimensione collettiva dei suoi spazi aperti, delle sue connessioni con la città, dei suoi servizi con la dimensione intima di chi lo abiterà, di chi crescerà una famiglia, delle diverse generazioni che lo attraverseranno, degli sguardi che si incroceranno tra gli spazi, tra gli edifici.

Ph. ©S.Anzini
Il progetto è stato in qualche modo influenzato dalle nuove tendenze in termini di risparmio energetico, costruzione o design?

Abbiamo creato nuove abitazioni, studiate e personalizzate per le esigenze della persona, le migliori possibili per il risparmio energetico e per gli isolamenti acustici, per l’attenzione ai dettagli invisibili agli occhi ma costantemente monitorati dai tecnici, per gli impianti e la tecnologia.
Le due palazzine sono dotate di impianto fotovoltaico destinato a produrre energia per realizzare lo scambio sul posto con la rete di distribuzione cittadina; l’impianto di potenza pari a circa 5 kWp per una produzione di quasi 58mila KWh annui, è costituito da due generatori fotovoltaici composti da 204 pannelli a celle di silicio ad alta efficienza, montati su supporti di alluminio estruso. I pannelli sono disposti sulle coperture con esposizione sud ovest, con una inclinazione di circa 15 gradi rispetto al piano orizzontale.

Inoltre, il sistema di produzione dell’energia termica necessaria per i consumi di riscaldamento, produzione acqua calda sanitaria dell’intero edificio è del tipo centralizzato per tutto il complesso condominiale; alimentato da pompe di calore reversibili con condensazione/evaporazione ad acqua prelevata dalla falda e reimmessa mediante appositi pozzi di presa e di resa.

L’utilizzo della frazione energetica autoprodotta per i consumi, oltre a ridurre la bolletta dell’energia elettrica, riduce le emissioni inquinanti in atmosfera, di cui a titolo esemplificativo riportiamo solo alcuni valori :

- 30,23 t./anno di Anidride Carbonica

- 40,62 kg/anno di Anidride Solforosa.

Ph. ©S.Anzini
Quali prodotti o materiali hanno contribuito al successo della realizzazione del progetto?

Le facciate dei due edifici raccontano i principi a scala urbana con i quali è stato sviluppato l’impianto di progetto, sottolineando il valore della piazza centrale e caratterizzando le facciate che si affacciano verso di essa con un materiale cangiante e tridimensionale come la ceramica di colore blu, grazie alla piastrella “diamante R20” disegnata da Alfonso Femia per Casalgrande padana, mentre tutte le facciate che si confrontano con il contesto urbano risaltano per l’uso dell’intonaco in campiture di colori differenti che scompongono il grande volume delle facciate stesse.

I due edifici si caratterizzano per i loro ampi terrazzi e spazi loggiati, che permettono di vivere lo spazio esterno come una estensione del singolo appartamento; inoltre, le finestre a tutta altezza presenti in tutti i locali, enfatizzano ulteriormente tale permeabilità tra interno ed esterno.

Intervista a cura di PPAN

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