Dal bando della Regione Lombardia a Futura vari i concorsi per progettare gli istituti del futuro

La scuola, lasciata sola dalla politica, può contare sull’architettura

Paola Pierotti, PPAN
18. settembre 2022
Il nuovo liceo scientifico ‘Anna Maria Enriques Agnoletti’ a Sesto Fiorentino, progettato dallo studio Settanta7

Quest’estate (Dpcm 26 luglio 2022) intanto sono state pubblicate le tanto attese linee guida dell’Istituto superiore di sanità che definiscono le specifiche tecniche per l’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione nelle scuole: iniziativa che accende i riflettori sulla qualità degli spazi indoor, come fa il prototipo di “aula del futuro” progettata da Stefano Boeri Interiors nell’ambito del progetto “Igiene Insieme” di Napisan e grazie al contributo del Comune di Rozzano presentato nella scuola primaria Collodi dell’Istituto Barozzi Beltrami. Si tratta di un nuovo concetto di spazio scolastico, che nasce con l’obiettivo di creare un ambiente innovativo, multifunzionale e aperto a più utilizzi, in orari diversi; un luogo che garantirà vita anche nelle ore extrascolastiche agli spazi di apprendimento, ponendo al centro standard di igiene rigorosi e rispettosi della salute collettiva, metodi di insegnamento innovativi e un utilizzo di locali sempre più versatile. «La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili che cambiano e si adattano ad ogni esigenza – spiegano dallo studio Stefano Boeri Interiors – diventando all’occorrenza anche sale per la musica, laboratori artigianali e scuole di danza, modificandosi nel corso della giornata; libera ed aperta ad ogni forma di apprendimento, al servizio della socialità e della comunità intera».

L'“aula del futuro” progettata dallo studio Stefano Boeri Interiors

Aule flessibili e modulari, con pareti mobili che garantiscano la variazione dello spazio sulla base delle diverse necessità e nel segno della multifunzionalità, luoghi aperti orientati alla coprogettazione e integrati con il resto della scuola, arredi pensati per coinvolgere gli studenti e stimolarne tutti i sensi. Una nuova linfa per il panorama delle strutture scolastiche in Italia che pone al primo posto la tecnologia, la sicurezza e la salubrità. Un approccio che non riguarda la sola architettura, ma si estende agli interiors e al paesaggio e che si ritrova nel bando promosso dalla Regione Lombardia “Spazio alla Scuola”, un progetto condiviso con l’Ordine degli Architetti di Milano, la Consulta Regionale Lombarda e con Anci, teso a dare valore all’architettura e al ruolo dei professionisti, più in generale a supportare i Comuni nelle attività di progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche, volta a garantire una dimensione sempre più innovativa della città pubblica. A luglio 2022 è stata emanata la graduatoria per finanziare otto progetti, e si stima che grazie a risorse ricavate in assestamento di bilancio si riuscirà a scorrere la graduatoria e finanziare altri sei o sette progetti. Tutti da completare entro il 2026.

Lungo l’elenco degli studi che sono al lavoro sul tema dell’architettura scolastica, chi ha vinto recentemente dei concorsi come Giovanni Vaccarini Architetti ad Avezzano, chi ha portato in cantiere (o quasi) istituti nati da altrettanti concorsi Iotti+Pavarani a Cesenatico o Atelier(s) Alfonso Femia a Legnago in provincia di Verona. Intanto non manca chi per l’anno scolastico 2022/2023 è riuscito ad inaugurare qualche suo progetto come lo studio Settanta7 che della scuola ha fatto uno dei suoi temi di punta.

Il nuovo liceo scientifico ‘Anna Maria Enriques Agnoletti’ a Sesto Fiorentino, progettato dallo studio Settanta7

Nel frattempo, è entrato nel vivo il concorso Futura promosso dal Ministero dell’Istruzione per proporre soluzioni progettuali innovative per 212 scuole finanziate con le risorse del Pnrr. Complessivamente sono 1.737 le proposte arrivate alla chiusura del concorso indetto con il supporto e l’utilizzo della piattaforma concorsi del Cnappc e le aree che hanno ottenuto più candidature sono nei comuni di Piove di Sacco, in provincia di Padova, Lugagnano Val D’Arda in provincia di Piacenza, Alfonsine in provincia di Ravenna, e Fidenza in provincia di Parma. Se tanti progettisti hanno scelto di non applicarsi in questa competizione (che ha portato una media di otto soluzioni per ogni area) perché bandita (aperta e chiusa) nel periodo estivo e con minimi rimborsi spesa, c’è chi ha deciso di tentare di portarsi a casa qualche incarico partecipando anche per un paio di decine di aree. Sono una ventina le commissioni al lavoro e il primo grado si conclude entro il 7 ottobre. Tra le polemiche registrate quella mossa dell’Istituto Nazionale di Architettura che nel bando ha segnalato due aspetti «molto problematici per le conseguenze su quella qualità dell'architettura che si pretende di promuovere». Si tratta dell’accorpamento innaturale di 212 scuole, cioè piccole opere, che dovrebbero essere invece oggetto di singole procedure di concorso di progettazione e relativo appalto di realizzazione; della richiesta, ai vincitori per ciascun singolo istituto, di pre/post requisiti di tipo economico e imprenditoriale (fatturato, lavori di punta, lavori analoghi, fideiussioni assicurative, ecc.) e l'obbligo, in mancanza degli stessi, di ricorrere all'istituto dell'avvalimento. Il commento? «Ritenere che, per progettare una scuola, siano necessari quei requisiti equivale ad affermare che il 95% dei progettisti italiani risulta privo di capacità professionali per assolvere a questo tipo di incarico». Il concorso Futura «mentre ammette tutti i progettisti (architetti e ingegneri) a partecipare alla competizione pretende, contrariamente a quanto accade nei concorsi di progettazione banditi in tutti i Paesi europei – si legge nella nota Inarch – di sottoporre i vincitori ad una sorta di tutela a garanzia di una ipotetica capacità finanziario-organizzativa necessaria per condurre in porto l’incarico».

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