Il ruolo dell’architettura, le sfide della creatività, le partnership nella filiera

Il Salone come patrimonio collettivo: dalla visione alla concretezza

Paola Pierotti, PPAN
14. settembre 2021
Stefano Boeri, Maria Porro e Claudio Feltrin - Foto: ©Francesco Marinelli, Filippo Gobbato

Nel 2018 lo studio Peter Pichler Architecture aveva partecipato ad un concorso per la progettazione di un hotel in Alto Adige, il Tschögglbergerhof. Oltre alla struttura alberghiera, la committenza aveva richiesto l’integrazione di unità indipendenti inserite nel bosco circostante, sempre di proprietà dello stesso cliente. Da qui il primo concept delle treehouses che quest’anno sono state tra le protagoniste del Fuorisalone tra le installazioni del cortile dell'Università Statale di Milano, l’iniziativa curata da Interni Magazine.

 «Non ci siamo aggiudicati il primo posto del concorso ma, dopo alcuni mesi - racconta Peter Pichler - abbiamo condiviso il progetto delle treehouses nei nostri social e fin da subito ha suscitato un grande interesse. Si sono susseguite richieste per lo sviluppo di un concept simile e una è arrivata da Staininger Group che ci ha proposto un incarico diretto per progettare il Six Senses Kitbuhel Alps in Austria». Peter Pichler Architecture firmerà il progetto architettonico di un complesso che diventerà realtà nel 2024, intanto il mock up è stato esposto nella vetrina internazionale del Fuorisalone. 

Vertical Chalets, Peter Pichler Architecture. Fuorisalone, Milano, 2021 - ©Paulo Riolzi

L’installazione proponeva una rappresentazione in scala 1:20 dei cosiddetti “Vertical Chalets”, cinque strutture in legno che si ispirano all'architettura vernacolare locale reinterpretata in chiave contemporanea. «Di giorno - raccontano dallo studio - la struttura filtra la luce del sole e crea un gioco di luci e ombre, mentre di notte permette alle case di brillare come lanterne in un bosco. I modelli prototipo rappresentano un approccio radicale e innovativo alla sostenibilità, e una nuova forma di turismo in cui il rapporto tra uomo e natura rimane centrale».

L’installazione di Peter Pichler Architecture, accanto a quelle di altri studi protagonisti della Statale, come Cino Zucchi Architetti o Mad Architects o Fabio Novembre per fare qualche esempio, si distingue per aver portato l’architettura in un Fuorisalone dove la connessione tra design e arte sembra prevalere su quella tra design e architettura. Una narrazione che lega visione e concretezza, che fa immaginare l’evoluzione di un format che da trent’anni lega aziende e designer attraverso installazioni che possono diventare un post su Instagram, ma auspicabilmente possono scrivere nuove storie o tradursi in progetti tangibili. 

Augmented Architecture, installazione realizzata da CZA con Mapei

La rigenerazione temporanea, con il motore del design. Tra le tante iniziative che hanno caratterizzato il Salone 2021, con l’affermarsi dei distretti già consolidati e altri più recenti, ha segnato il passo e fatto la differenza per molti la rigenerazione dell’ex ospedale militare di Baggio con una mostra collettiva, con una cinquantina di progetti, curata tra gli altri da Valentina Ciuffi e Joseph Grima. Con Alcova, la Design Week si è confermata un’opportunità per riabilitare e svelare pezzi dimenticati della città.

Installazione nell'ex ospedale militare di Baggio. ©Antonio Scarano

In città e in fiera, il bilancio del Supersalone è stato positivo grazie all’impegno collettivo nel voler fare dell’evento speciale del Salone del Mobile di Milano un maxi-progetto di comunicazione corale, in attesa della prossima edizione annunciata dal 5 al 10 aprile 2022. Oltre 60mila le presenze in Fiera, 425 sono stati i brand espositori, di cui il 16% esteri a cui si sommano 170 giovani studenti provenienti da 22 Paesi e 39 designer indipendenti. Più della metà delle presenze sono stati operatori di settore e buyer (il 47% provenienti dall'estero). Decisivo anche il ruolo della nuova piattaforma digitale che ha amplificato l’evento tra i non addetti ai lavori, attivando un nuovo approccio e un’inedita fruizione sia per i visitatori presenti in fiera sia per gli utenti in remoto. Sono state raccontate aziende e prodotti, si è data la parola ai tanti personaggi presenti, si sono assicurate informazioni e moltiplicati i contatti diretti. Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile. Milano ha commentato «abbiamo investito e ragionato mettendo al centro la qualità, la sostenibilità e la dimensione digitale e il risultato è che tutti hanno percepito il nostro entusiasmo, la nostra capacità di fare sistema e di andare oltre il business per offrire, ancora una volta, seppure in forma diversa, un’esperienza globale, in cui quello che conta sono stati innovazione, impegno e coesione. Siamo stati una miccia che ha innescato una reazione a catena che ha coinvolto l’intera design community internazionale, la città di Milano e tutto il settore. Ora guardiamo al futuro, con rinnovata consapevolezza del valore e della storia di questo patrimonio collettivo e con la voglia di accogliere le nuove sfide lavorando da subito alla sessantesima edizione del Salone del Mobile».

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