L'architettura del mese

Camplus San Pietro

Roselli Architetti
17. febbraio 2022
Interni del nuovo studentato di Camplus a Roma, Roselli Architetti. Ph. ©Luigi Filetici

Soluzioni nature-based, riutilizzo dell’esistente e un approccio minimalista per il nuovo progetto firmato da Roselli Architetti a Roma, che ha trasformato un ex complesso assistenziale di cinque piani nel nuovo studentato di Camplus. Situato nel centro della Capitale, nelle adiacenze di Città del Vaticano, ospiterà fino a 178 studenti e, grazie a soluzioni e tecnologie green, potrà potenzialmente assimilare 811 kg di CO2 ogni anno per metro quadrato, riducendo notevolmente l’impatto ambientale dell’edificio.

Nome del progetto: Camplus San Pietro
Location: Roma
Cliente: Camplus
Architettura: Roselli Architetti
Design Principal: Riccardo Roselli
Project Architect: Katia Scarioni
Project Manager: Antonio Cesareni
Project Team: Antonio CesareniMarta Pagliaccia, Gianleo Gruosso, Giovanni Fiore, Federico Alicanti, Valeria Alfonsi, Lorenzo Catena, Laura Ceccarelli, Andrea Ciofi degli Atti, Isabel Gomez Arranz, Silvia Gabriela Guerra Escalante, Lorenzo Miani, Clara Tambasco
 
CONSULENTI
Strutture: Proges Engeneering srl
MEP/FP Engineer: Polistudio A.E.S.
Architetti paesaggisti: OSA Architettura e Paesaggio
Lighting Designer: Baldieri srl
Interior Designer: Roselli Architetti
Contractor: SAC-SECAP
Construction Manager: Ing. Antonio Asta
Nuovo studentato di Camplus a Roma, Roselli Architetti. Ph. ©Luigi Filetici

Come avete vinto questa commessa? È stata per esempio frutto di una gara, o di un concorso a inviti?

Lo studio Roselli Architetti Associati, consulente da diversi anni di Camplus, provider di housing per studenti universitari in Italia e società promotrice dell’operazione, è stato selezionato 

Ci può descrivere il progetto?

Situato nel centro di Roma, nelle adiacenze di Città del Vaticano, Camplus San Pietro è una residenza per studenti. L’intervento consiste in una rifunzionalizzazione di un edificio preesistente di cinque piani, situato all'interno di un ex complesso assistenziale. Il piano terra e il primo piano sono dedicati alle attività collettive: hall, sale studio, aule per i tutor, cucina, spogliatoi, caffetteria e magazzini. Gli spazi condivisi sono pensati per essere flessibili e adattabili alle mutevoli esigenze della vita studentesca e sono suddivisi attraverso pannelli scorrevoli in vetro. La distribuzione verticale interna sarà assicurata da una nuova scala centrale, ulteriore spazio dedicato all'interazione sociale. La struttura può ospitare fino a 178 studenti in camere singole o doppie, il cui design sfrutta l'abbondante altezza del soffitto, e ottimizza il volume disponibile grazie a soppalchi in metallo, e contemporaneamente opera una chiara distinzione tra la zona giorno/studio e la zona notte.

Dettaglio del nuovo studentato di Camplus a Roma, Roselli Architetti. Ph. ©Luigi Filetici

Quali sono state le ispirazioni e le idee che hanno influenzato la progettazione dell’edificio?

La necessità di operare un consolidamento strutturale e un adeguamento sismico ha indirizzato le scelte progettuali verso un approccio minimalista, una tendenza a mettere in mostra ogni materiale e componente, piuttosto che a nasconderli. Dal cemento a vista delle strutture, alla pulizia tecnica e formale dei pannelli radianti a parete e dei loro collettori, alla ramificazione dei condotti elettrici e delle canalizzazioni meccaniche, tutto ha contribuito a definire il linguaggio di questo intervento architettonico.

Alla facciata originaria, di cui si è mantenuto il cui ritmo di pieni e vuoti, è stata sovrapposta – ad una distanza di circa 40cm – una pelle di rete metallica che serve da supporto alle essenze arboree che, a seconda della stagione ed al periodo di fioritura, donano una particolare cromia all’edificio.

Render di progetto

Qual è stato l’iter progettuale e ci sono state modifiche dal design iniziale alla realizzazione dell’edificio?

In fase autorizzativa il progetto ha subito diverse modifiche, che di volta in volta sono state occasioni stimolanti per la ricerca di soluzioni che conciliassero le esigenze normative a quelle funzionali senza intaccarne qualità e ricerca estetica.

Il progetto è stato in qualche modo influenzato dalle nuove tendenze in termini di risparmio energetico, costruzione o design?

Le scelte riguardanti lo spazio esterno e la facciata possono essere considerate “nature based”, poiché hanno come obiettivo la mitigazione e l'adattamento agli effetti del cambiamento climatico, in particolare tramite un incremento di biodiversità e dei principi del drenaggio urbano sostenibile. L'involucro dell'edificio è caratterizzato da una facciata verde, supportata da una rete metallica ancorata alla struttura che sostiene specie vegetali a crescita rapida e a bassa manutenzione. L'alternanza e la policromia dei periodi di fioritura gli conferiscono un aspetto sempre diverso e, a pieno regime, avrà un potenziale di assimilazione di 811 kg di CO2 ogni anno per metro quadrato. Le superfici impermeabili esterne sono state ridotte dal 44% al 15% del totale e sono stati piantati 102 nuovi alberi, assimilando potenzialmente 22.088 kg di CO2 ogni anno. Il parcheggio è articolato da giardini di pioggia e pavimentazioni drenanti, sia carrabili che pedonali. Grazie a queste soluzioni “nature based”, si può supporre che 77,1 kg di inquinanti nocivi saranno catturati ogni anno e che l'impronta di carbonio dell'edificio sarà parzialmente riassorbita. 

Intervista a cura di PPAN

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