Serve una normativa di riferimento per il calcolo strutturale

Nuove tecniche costruttive per la sostenibilità. Cardenas spiega il perché del bambù

Francesca Fradelloni, PPAN
21. febbraio 2022
Bamboo Eye Pavilion

Nel mondo delle costruzioni sono sempre più diffuse le sperimentazioni con materiali naturali. E le nuove declinazioni dell’agenda europea con le nuove flessioni ambientaliste ed emergenziali, riguardo alla crisi climatica, hanno riportato al centro del dibattito il bambù. Un materiale naturale dai molti vantaggi che continua ad essere la musa ispiratrice di architetti di tutto il mondo nella concezione di geometrie leggere e resistenti. Sofisticate, ma mai appariscenti. Dalla tradizione asiatica ha conquistato pian piano anche l’Europa, sempre a passo lento, ma costante. A raccontarci il mondo di questa graminacea, nella progettazione, Mauricio Cardenas Laverde. L’architetto, colombiano di nascita e milanese di adozione, è il pioniere del suo utilizzo come materiale da costruzione in Italia. Oggi portano la sua firma, tanti progetti in Italia, in Colombia e in Cina. «L’ultimo che sto progettando è il Centro di sviluppo e di ricerca del bambù in Cina. Un edificio con un sistema di costruzione contemporaneo, senza bisogno di manodopera specializzata. Il cantiere, a causa del Covid, inizierà prima dell’estate», racconta ad Italian Architects. 

Bamboo Eye Pavilion

«Il mio punto di partenza è la fascia tropicale, dove sono nato e dove si trovano 1500 specie di bambù», precisa. Un materiale povero e pronto all’utilizzo per la costruzione: dalla foresta al cantiere, questa è una delle sue potenzialità. «Quando sono arrivato in Italia ho avuto un’importante opportunità di lavoro con Renzo Piano e poi con Arup. Da questa esperienza ho imparato tanto. Osservando da vicino il lavoro di squadra di ingegneri e maestranze, sono entrato in contatto con il metodo di costruzione europeo, il più diffuso, che si sostiene su calcestruzzo, acciaio e vetro. Mi sono quindi posto una domanda: si può costruire in modo più sostenibile?». Da qui il “metodo Cardenas”: il bootech, una tecnica di costruzione che combina il bambù, chiamato acciaio vegetale, con la tecnologia dei giunti a secco in acciaio.

Dettagli del Bamboo Eye Pavilion

Molto di più di una visione esotica e anche se distante dall’architettura italiana, Cardenas ha trovato proprio qui il linguaggio giusto. «Gio Ponti nel libro Amate l’architettura ha scritto: “tutte le materie sono contemporanee se utilizzate con gusto e in modo contemporaneo”. Allora ho iniziato a lavorare in modo contemporaneo e ho sviluppato grazie al bambù nuovi temi di costruzione, mettendo insieme la tecnologia dei sistemi a secco, tipici dei sistemi contemporanei, perché sostenibile dovesse essere anche il processo». I punti di forza del bambù sono numerosi e con un futuro glorioso: il suo ciclo di crescita è di quattro anni, la sua capacità di assorbire anidride carbonica è perfino maggiore degli alberi, è di facile reperibilità e lavorazione, infine è leggerissimo e resistente, paragonabile alla fibra di carbonio. Grazie alle innovative metodologie di trattamento è stato possibile aumentare la vita utile degli edifici, sviluppando così nuove tipologie di manufatti e un vocabolario in continuo miglioramento verso un’architettura espressiva e accogliente.

In un contesto politico dove si sta cercando di riprendere un dialogo con la natura e di trovare una ricetta per le sfide sociali e la richiesta sempre più insistente nelle città di una progettazione a misura d’uomo, l’architettura in bambù sembra il linguaggio giusto. 

Ci sono però ancora delle limitazioni che non lo fanno essere un linguaggio così diffuso. «C’entra la normativa, siamo indietro rispetto ad altri materiali. La normativa è il riferimento per il calcolo strutturale e in questo momento non ci sono dei riferimenti di legge, tutto è più complicato, dunque costoso», precisa l’architetto italo-colombiano. Ma la sintonia con l’ambiente, le necessarie relazioni multidisciplinari che si creano, quando si ha a che fare con il bambù, sono uniche e con un rapporto stretto con la natura speciale, fondamentale per garantire un presente più green. 


Per la rubrica “materiali e architetti” leggi anche Park Associati e il legno https://www.italian-architects.com/it/architecture-news/primo-piano/park-associati-e-il-legno-come-superare-il-dualismo-tra-sostenibilita-e-logiche-commerciali

Altri articoli in questa categoria