Architetti milanesi in campo: chi punta sul depaving, chi su come dare spazi fruibili alle attività commerciali

Aumentare il benessere in città lavorando sullo spazio pubblico. Strategie, idee, soluzioni

Paola Pierotti, PPAN
14. dicembre 2020
Render di progetto Valet. Immagine di Vudafieri-Saverino Partners

Si chiude un anno segnato dalla pandemia, e sui cambiamenti conseguenti il dibattito è aperto. Sull’impatto sul sistema urbano, con attenzione al verde e alla trasformazione degli spazi pubblici, si sono impegnati con soluzioni sperimentali, tra la ricerca e la messa a terra, alcuni studi milanesi.

Tra le altre iniziative c’è Valet, una strategia di sviluppo della città promossa da Vudafieri-Saverino Partners, e sviluppata grazie a un team che ha coinvolto altri due studi di architettura milanesi come PRR Architetti e Lorenzo Noè. L’idea consiste nel generare nuovi spazi all’aperto per i negozi e terrazze per i ristoranti, trasformando le strade in luoghi verdi, accoglienti e vivibili. La chiave è un sistema prefabbricato di piastre modulari. E pensando ad un prototipo, gli architetti hanno potuto contare sul supporto di Italcementi, il cui centro di ricerca (anche capitalizzando le expertise del gruppo Heidelberg Cement) ha messo a punto elementi in cemento alleggerito ad alta tecnologia, specifici per le pavimentazioni urbane: drenanti per salvaguardare il ciclo naturale dell’acqua, con materiali riciclati nel rispetto dei principi dell’economia circolare, fotocatalitici “mangiasmog” che abbattono gli agenti inquinanti, estetici per coniugare bellezza, sicurezza e praticità, chiari per combattere le alte temperature e ridurre, soprattutto in estate, l’effetto “isola di calore” che surriscalda i centri urbani.

L’idea progettuale si traduce in elementi in cemento capaci di trasformare la carreggiata o le aree di sosta in marciapiedi complanari con l’area pedonale. Un sistema pensato per ridurre i tempi e costi di costruzione: leggero ma molto resistente, modulare e facilmente industrializzabile, adattabile a qualsiasi soluzione, che si installa appoggiandolo sulla strada senza lavori di preparazione.

Schizzo di progetto Valet, di Vudafieri-Saverino Partners

«L’obiettivo – raccontano gli architetti – è ottenere un paesaggio della strada complesso e aperto, dove gli elementi dialoghino fra loro e i passanti, a piedi, in bicicletta o in auto, si sentano in un mondo da esplorare. Uno scenario in cui il verde è protagonista: gli arbusti delimitano e proteggono, mentre le alberature attraggono e ombreggiano. Le specie da mettere a dimora saranno scelte al fine di migliorare il rapporto acustico tra strada e abitato e ridurre l’irraggiamento solare, diminuendo i picchi di temperature in estate». Trasformando in opportunità le nuove regole legate al distanziamento sociale, il progetto intende promuovere una nuova socialità, in cui l’uomo si riappropria degli spazi pubblici, le strade diventano giardini e gli incroci piazze. «Valet – precisano i progettisti – utilizza solo in parte gli spazi di parcheggio, riducendo la sezione della carreggiata per favorire la riduzione della velocità delle auto, trasformando di fatto la strada in una “zona a traffico misto compatibile”. Riqualificare la strada significa agire sulla qualità della vita delle persone, sulla redditività delle attività commerciali e sull’impatto estetico del paesaggio urbano».

Anche questa è una pratica di urbanismo tattico: un modo innovativo di fare urbanistica, che ha trovato piede proprio a Milano con un moltiplicarsi di nuovi spazi pubblici. Sperimentazione possibile? Si punta su via Melzo, nel quartiere di Porta Venezia.

Render di progetto Valet. Immagine di Vudafieri-Saverino Partners

La sfida è quella di ritrovare lo spazio, mettendo l’uomo e il verde dove prima erano auto e parcheggi. E, con l’intento di promuovere azioni per rendere lo spazio pubblico urbano più resiliente e sostenibile con la vegetazione, si sono attivati, con tutt’altro tipo di strategia e di soluzioni, anche Sdarch Trivelli & Associati SUN Sustainabile Urban Network che hanno realizzato una “depaving design guide” con una pubblicazione dal titolo Make your city greener«La qualità dello spazio pubblico è un obiettivo collettivo che non si esaurisce con l’inserimento di elementi per la sosta e l’ombreggiamento che favoriscano la socialità e la permanenza delle persone, o scegliere i materiali più appropriati per qualificare percorsi, strade e piazze e renderne più confortevole la fruizione – commentano i professionisti nell’introduzione – ma può restituire un ruolo ecologico di interesse collettivo allo spazio urbano». Si cita l’articolo 10 del Pgt dove si indicano alcune disposizioni per incentivare la sostenibilità ambientale e la resilienza urbana con modalità di mitigazione ambientale; si ricorda tra le altre la desigillazione (depaving) dei suoli permeabili per recuperare le funzioni naturali del suolo.

Tra le opportunità quella di dare vita anche a dei Green Realms, spazi verdi progettati per la ricreazione sociale passiva (riposo, relax, osservazione della natura, contatto sociale), aree verdi attrezzate che potrebbero avere un ruolo centrale anche per le politiche relative alla salute, alla conservazione della natura e alla pianificazione del territorio.

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