Quando l’innovazione di un progetto europeo diventa tangibile e si fa cantiere

A Cagliari quaranta edifici scolastici come comunità energetiche

Francesca Fradelloni, PPAN
8. novembre 2021
Cagliari ©Laura Lugaresi via Unsplash

Disegnare l'Italia di domani per coloro che saranno gli adulti del futuro. La scuola è al centro del dibattito nel nostro Paese, pronto alla trasformazione. Con il Pnrr, tanti gli investimenti in circolo. E gli istituti scolastici saranno solo uno dei cardini del cambiamento: 3 miliardi per asili e scuole infanzia, 400 milioni per le mense, 300 per le palestre, 800 per le scuole nuove e 500 per la ristrutturazione degli edifici. Ma c’è chi già si è messo in moto con una “ristrutturazione” che passa anche attraverso la transizione green. È il caso di Cagliari, in Sardegna, dove 40 edifici scolastici saranno il perno di altrettante comunità energetiche, che soddisferanno sia le aspettative ambientali che quelle sociali, con famiglie in difficoltà economica aiutate ad affrontare i costi dell’energia. Nell’ambito del programma europeo, Nesoi e grazie alla società R2M Solution parte del consorzio, insieme alle italiane Sinloc e Rina, la scuola diventa strumento per migliorare le città e i luoghi che viviamo.

Nel capoluogo sardo i tetti degli edifici scolastici comunali accoglieranno impianti fotovoltaici e saranno il nucleo delle future energy community. La prima a proporre lo studio è stata la scuola in piazza Medaglia Miracolosa, in zona San Michele, quartiere popolare. Importante la valenza sociale dell’iniziativa, che con un investimento di 410mila euro, con cui verranno realizzati gli impianti fotovoltaici sulla copertura della scuola materna e dei fabbricati circostanti la piazza, darà un grosso colpo di mano al caro-bollette, sostenendo l’economia di una zona “fragile” della città. Infatti, l’energia elettrica prodotta verrà, in parte, impiegata dal plesso scolastico e in parte messa a disposizione dei residenti della zona che aderiranno a formare la comunità energetica. Benefici ambientali a livello collettivo, in uno spirito di partecipazione e solidarietà tra cittadini, la grande ambizione.

«Si tratta – ha spiegato l'assessore all'Innovazione Tecnologica, Alessandro Guarracino in una recente intervista – di un progetto pilota tra i primi in Italia». L'idea è di replicarlo in altre zone della città. «Facciamo ricerca per scommettere sulle sue applicazioni, con particolare attenzione alla sostenibilità come sfida ambientale, economica e sociale», spiega il fondatore e ceo di R2M Solution, Thomas Messervey.

Le emissioni di gas serra sono dei costi sociali per la collettività e che la scuola sia strumento di una reale riduzione dell’inquinamento, è un primo passo pieno di significato, per la lotta al cambiamento climatico. E il progetto di gestione comunitaria della risorsa energetica locale che riduce le distanze tra produzione e consumo, promuovendo l’autoconsumo e lo scambio interno di energia prodotta in loco a partire da fonti rinnovabili, è sicuramente il futuro. Un futuro che parte dalla decentralizzazione per rafforzare il senso di responsabilità del cittadino e aumentarne l’autonomia economica, sociale e tecnologica. 

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