Pianta circolare e involucro in legno. Zero C02, zero rifiuti e materiali e maestranze a Kmzero

Il paziente come un ospite. L’ospedale ortopedico di Matteo Thun

Paola Pierotti, PPAN
23. novembro 2020
Waldkliniken, Eisenberg, vista esterna.  Foto di Gionata Xerra per MatteoThun&Partners

Il paziente come l’ospite di un hotel. Lo dice l’architetto Matteo Thun, presentando il suo nuovo progetto per una struttura ospedaliera in Germania. Si tratta del Waldkliniken Eisenberg, il più grande centro ortopedico tedesco, con una cattedra di ortopedia di fama internazionale presso l'Università di Jena, nel centro del distretto di Saale-Holzland, nella Foresta della Turingia. 

Se in questi mesi, quando la cronaca del Coronavirus mostra le immagini delle infrastrutture del nostro Paese, il tema dell’architettura ospedaliera sembra un miraggio, non mancano nuovi progetti nati da concorsi e che si avviano verso il cantiere, ma anche alcune opere al rush finale come il nuovo Galeazzi di Milano. Quest’ultimo è firmato da Binini Partners, a cui in questi giorni è stato affidato anche l’incarico per il nuovo ospedale di Andria, in una Rt dove tra i mandanti c’è anche Cino Zucchi Architetti.

Intanto gli architetti italiani all’estero sperimentano soluzioni che possono fare scuola. Con Thun, l'architettura e l'interior design del nuovo campus tedesco sono risultati, secondo il Ministero della Turingia, “il concept più ecologico, sostenibile ed economico”. Il nuovo ospedale è stato progettato con l'obiettivo di promuovere la relazione tra lo spazio, la natura e il benessere degli ospiti.

Facciata circolare in legno del nuovo edificio ospedaliero Waldkliniken, Eisenberg. Foto di Gionata Xerra per MatteoThun&Partners

L'edificio, a pianta circolare, è caratterizzato da una facciata in legno. Sono 128 le stanze di degenza per un totale di 246 posti letto: la struttura accoglierà i pazienti ortopedici dopo le loro operazioni in un ambiente che mette consapevolmente al centro i suoi ospiti. «Il design degli interni e dell'architettura risponde al concetto di Hospitecture: il linguaggio del design – spiegano dallo studio milanese di Matteo Thun – combina l'estetica dei progetti di hospitality con le esigenze del settore sanitario. Il focus è l'ospite, e l'architettura e gli interni hanno lo scopo di promuovere il processo di guarigione».

Sette anni dal progetto al taglio del nastro. Architettura, interior design, lighting design, styling: questi i temi che ha curato Matteo Thun & Partners, a cui va aggiunta la company identity di Waldkliniken, seguendo lo stesso approccio dell'architettura e degli interni. 

Il nuovo edificio è stato progettato secondo il principio dei 3 Zeri: zero chilometri, per la scelta di materiali da costruzione e di competenze locali. Zero CO2: per l’attenzione alla gestione energetica e alle minori emissioni. E ancora, zero rifiuti per la gestione del lifecycle nel processo di costruzione e riutilizzo dei materiali.

Sala da pranzo del ristorante nell'area Vip, ma aperto a tutti. Foto di Gionata Xerra per MatteoThun&Partners

La cura in un bosco, dove il legno dell’involucro dialoga con i 55 alberi da poco piantati e che circondano l’edificio. È stato dato ampio spazio al verde, sia all’interno che all’esterno dell’edificio, «sono stati scelti materiali naturali – dicono dallo studio – e grande importanza è stata data alla luce e alle combinazioni cromatiche. È stata studiata una profonda interazione tra interno ed esterno».

Hospitalexpert HDR GmbH ha supportato Matteo Thun e il suo team nella progettazione e nella realizzazione in termini di efficienza, funzionalità e facilità d'uso del nuovo edificio. Con l’intento di delineare, secondo le reali esigenze del paziente ortopedico e progettare in modo ottimale i percorsi e le stanze del personale, gli architetti hanno lavorato in stretto dialogo con i medici e il personale infermieristico. Per gli interni si è optato ad esempio per una soluzione che offre ai pazienti la possibilità di ritirarsi e godere di privacy anche nelle camere doppie, grazie ad un layout a forma di Z. Ampie verande collegano le camere, tutte con vista sulla natura circostante o sul cortile interno.

Non secondario il tema del food, che diventa spazio comune e di condivisione. C’è il bar della hall che accoglie ospiti e visitatori con snack e bevande. Con vista sul verde cortile interno, il ristorante "La Piazza" è inondato di luce naturale con 100 posti a sedere per i pazienti e costituisce il punto centrale dell'edificio. I dipendenti andranno al "Bistro" per una pausa culinaria in un'atmosfera ricreativa e con una cucina raffinata che serve l'area riservata ai pazienti. 

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