Progetti e lavori (soprattutto al Sud), ecco i protagonisti della nuova architettura ospedaliera italiana

Paola Pierotti, PPAN
24. luglio 2019
Ospedale di Lecce: render dell'impianto, © MC A

Ospedali e campus, in Italia l’architettura torna protagonista. Sono stati aggiudicati da poche settimane a Palermo i lavori per realizzare il Centro RIMED, a Carini, sul terreno messo a disposizione dalla Regione, per dare vita ad un’opera di rilevanza per tutto il bacino mediterraneo.

Si tratta di un centro di 25.000 mq progettato da un team guidato da HOK che nel 2005 si era aggiudicato un concorso internazionale per realizzare un "hub" per le scienze della vita, garantendo la veloce trasferibilità dei risultati scientifici nella pratica clinica. Prima pietra entro dicembre 2019 e completamento dei lavori entro il 2022. Il bando per i lavori, da oltre 90 milioni, per la costruzione del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica (CBRB ) è stato assegnato alla cordata guidata da Italiana Costruzioni con Gemmo, Isa e Tamco.

Ospedale di Lecce: modello del progetto, © MC A

Sempre nel Mezzogiorno, lo studio Mario Cucinella Architects, insieme ad AICOM, RINA Consulting, GAe Engineering, Enzo Rizzato e con la consulenza di MIC – Mobility in Chain, si è aggiudicato la gara bandita dalla ASL di Lecce per lo studio di fattibilità per la realizzazione del Nuovo Ospedale del “Sud Salento”. «La vision – spiegano dallo studio bolognese - nasce dall’obiettivo di coniugare l’esigenza funzionale di realizzare una struttura ospedaliera pubblica d’eccellenza con l’ambizione di concretizzarla in una struttura architettonica sensibile alle caratteristiche del luogo in cui si inserisce, sostenibile e umana. Proprio nella progettazione dell’edilizia sanitaria si possono cogliere ed esaltare le potenzialità e le specificità del disegno architettonico, che per la sua specifica natura coniuga funzionalità ed efficacia, il rigore costruttivo con la creatività e il calore dell’ambiente a misura d’uomo».

La forma organica proposta dal team guidato da MCA deriva dal connubio tra la particolare morfologia dell’area, longilinea e costretta tra due infrastrutture viarie, con l’intenzione di salvaguardare il più possibile le aree di degenza dei pazienti e di accoglienza dei visitatori. Superando il modello a padiglioni, l’ospedale si snoderà quindi in tre volumi principali, sviluppati su tre piani. Protagonista il paesaggio naturale, com’è per il progetto del Policlinico di Milano, l’ospedale Maggiore Mangiagalli e Regina Elena anch’esso aggiudicato attraverso un concorso nel 2008 ad un team guidato da Techint e composto dallo studio di Stefano Boeri, Camillo Botticini, Giulia de Appolonia, C+S Associati, Labics, TRT, BCT e LAND.

Humanitas Research Hospital, Rozzano (Mi), © Studio Filippo Taidelli

Design, efficienza e performance sono le parole chiave che ritornano nei nuovi progetti che spesso coniugano la funzione ospedaliera con quella universitaria. Ne è un esempio l’Humanitas Research Hospital, a Rozzano in Lombardia dove Filippo Taidelli sempre con Techint ha progettato un’architettura immersa in un parco. Quattro edifici disposti intorno ad una piazza verde, oltre 20mila mq di superficie per spazi dedicati alla didattica, aree per lo studio e per lo sport e una quota residenziale di 8.000 mq con più di 240 stanze per studenti e ricercatori.

Progetto vincitore del concorso degli Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona

A Salerno per la realizzazione del nuovo complesso Ospedali Riuniti San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si sono aggiudicati una maxi-gara da 13 milioni di euro Steam con Pinearq e Studio Valle Progettazioni, nella stessa cordata anche Armando Zambrano (presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri). Big dell’architettura e dell’ingegneria, da SOM con Proger a Nickl&Partners con Politecnica, erano in competizione nella città campana per concorrere all’incarico della società So.Re.Sa che prevede la costruzione di un nuovo complesso da 700 posti letto con un policlinico universitario.

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