Dalla lezione di Technogym al progetto territoriale di Cortina, al centro la salute e la qualità della vita

Wellness, turismo e cibo, le novità che aprono nuovi mercati per la progettazione

Paola Pierotti, PPAN
26. maggio 2020
Ristorante Molo 21. Foto di Laurenzi Consulting

Nelle settimane di lockdown, la digitalizzazione ha spinto l’innovazione e, non appena si tornerà ad incontrarsi, a viaggiare, ad uscire, i servizi digitali continueranno ad essere centrali negli stili di vita. Un ingrediente da tenere in considerazione nella progettazione del mondo che verrà.

Nel mondo del fitness, la fotografia viene registrata da un’azienda leader nel settore com’è Technogym che nel primo trimestre 2020 ha dichiarato ricavi consolidati pari a 116,8 milioni, in flessione dell’11,2% rispetto al primo trimestre del 2019, ma anche risultati in crescita a doppia cifra nei canali di distribuzione legati all’home fitness: scende il settore business to business, ma grazie allo scenario di lockdown ne beneficia il mercato consumer. Sport e salute, a casa propria, e nel caso specifico dell’azienda con base a Cesena, anche grazie ad una specifica piattaforma digitale Mywellness cloud, molti clienti del network hanno potuto continuare l’attività sportiva da casa, senza interruzioni. Aver lavorato per anni sul tema delle tecnologie digitali e sull’offerta di un’esperienza personalizzata e accessibile in ogni luogo e momento, ha pagato: Technogym, come spesso ricorda il suo fondatore e presidente Nerio Alessandri, è nata dall’innovazione nella biomeccanica, poi si è aggiunta l’elettronica e via via il digitale. Porte aperte alla gamification e all’intrattenimento, anche come idee per stimolare la creatività progettuale di architetti e designer. E guardando al futuro, il prossimo passo non potrà essere che quello di interfacciarsi con il settore medico e assicurativo, con business model innovativi dove l’ecosistema wellness apre a nuove sfide. 

In generale con la pandemia, la salute è salita nella scala delle priorità delle aziende e delle persone e il wellness si confermerà come uno dei consumer trends dominanti. Anche quando si ha a che fare con il residenziale e l’hotellerie, i viaggi e il turismo. 

Foto di Dorothy Castillo

Si chiama Medical Wellness la proposta turistica di Cortina d’Ampezzo, incentrata sulla salute e sul benessere, nella cornice naturale delle Dolomiti Unesco. l Comune di Cortina e Cortina Marketing hanno presentato infatti in questi giorni alle categorie economiche una nuova proposta turistica all’insegna della salute e del benessere, che mira a coinvolgere tutti i professionisti del territorio. «Tanti gli spunti in fase di elaborazione – raccontano i promotori - per rendere operativa quanto prima un’azione che nasce in risposta all’emergenza sanitaria, ma si inserisce nel percorso di sviluppo sostenibile abbracciato dalla località. In questo particolare momento, dove la diffusione del Covid-19 ha accentuato gli aspetti già negativi dell’urbanizzazione globale – inquinamento, sovraffollamento e concentrazione delle persone in spazi limitati, inquinamento acustico, alienazione dalla natura, carenza di spazi fisici per fare movimento e carenza di esercizio fisico in contesti naturali – il progetto Medical Wellness si apre alla persona, nel suo insieme di corpo e spirito, per favorire il recupero del benessere psicofisico». Al centro l’esercizio in natura, con escursioni e Bike Tour guidati tra le Dolomiti patrimonio UNESCO e il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, che il 22 marzo ha compiuto 30 anni; ma non solo. L’iniziativa punta al coinvolgimento quanto più esteso delle professionalità e degli operatori del territorio: hotel, ristoranti, strutture mediche, Spa, aziende ed esperti di design e costruzione, professionisti della salute e del movimento, soprattutto in natura. Senza tralasciare il tema dell’alimentazione sana.

Nel mondo del food, chef, architetti e imprenditori sono al lavoro per studiare nuovi format valorizzando gli spazi aperti esterni o riabilitando i tetti e le terrazze come nuovi luoghi da abitare e vivere; evitando elementi di distanziamento fisico pur studiando soluzioni che rispettino le norme; e cercando di trasmettere esperienze uniche e inedite. C’è chi guarda con interesse a modelli di membership come da tempo fanno i club nei paesi anglosassoni, chi ancora punta sulla scommessa di qualche idea creativa di valorizzazione, anche temporanea, di pezzi di città. Non basta una buona ricetta o un buon vino, per tornare a frequentare i locali servono progetti che vedono coinvolti i creativi dalla comunicazione al marketing, dalla cura dei dettagli all’interior design, alla perfezione nel servizio a tavola.

Indipendentemente dalla scala del progetto occorre continuare a pensare in chiave di economia circolare, continuando ad incentivare gli approvvigionamenti di sostanze e materiali ecocompatibili, biodegradabili o completamente riciclabili, insieme alle buone pratiche di smaltimento. Nel mondo del food nello specifico, la sfida è aperta anche per i protagonisti della ristorazione collettiva che saranno i potenziali agenti della trasformazione in grado di portare il settore ai livelli esperienziali richiesti dalla ristorazione commerciale.

Allenamento digitale. Foto tratta dal sito technogym.com

Lavoro, tempo libero, shopping e sport subiranno un profondo cambiamento di sostanza e forma anche a pandemia superata, e ancora una volta ritornerà il concetto di esperienza: per quanto riguarda il retail il focus sarà spostato non più su modelli di attrazione e di intrattenimento, ma sull’esperienza del prodotto. «In questo senso – si legge nel White Paper promosso da DesignTech Hub - si accelererà probabilmente la crisi dei centri commerciali, già in atto negli ultimi anni, a vantaggio dei negozi stand alone e su strada. In generale l’integrazione tra e-commerce e negozi fisici sarà fondamentale per la sopravvivenza di questi ultimi». 

Il mondo del lusso darà lezione sia per il cibo che per il retail, dove si ipotizza anche lo shopping su appuntamento, ma anche per l’hospitality. «Gli alberghi – si legge ancora nel documento a cura di una design force composta da decine di studi di architettura italiani - prenderanno senz’altro ispirazione dal settore extra lusso, con una particolare attenzione alla privacy e allo spazio dedicato ad ogni ospite. In generale si dovranno anticipare desideri e preoccupazioni, utilizzando la pandemia come opportunità di innovazione» e per questo sarà indispensabile il dialogo tra committenza e designer, questi ultimi chiamati a trovare soluzioni innovative per risolvere problemi pratici, ridefinendo estetiche, rispondendo a normative, suggerendo proposte di qualità e sistemi di gestione per architetture di nuova generazione.

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