Sostenibile, intelligente e green il polo museale diventa un hub che guarda al futuro

Roma, il Grande Maxxi si rilancia con un concorso

Chiara Brivio, PPAN
22. febbraio 2022
MAXXI, Museo Nazionale Delle Arti del XXIsecolo. Ph. ©Musacchio Ianniello

Il Museo Maxxi si amplia e, a dieci anni dalla sua inaugurazione, lo fa attraverso un concorso internazionale di idee. Un progetto su grande scala, che prevede la realizzazione di un nuovo edificio multifunzionale, adiacente a quello del premio Pritkzer Zaha Hadid, e di un parco verde attrezzato che fungerà da cintura tra i due building. E il nome scelto, Grande Maxxi, rispecchia proprio l’ambizione della Fondazione del museo delle arti del XXI secolo di intraprendere questa nuova sfida nel solco nell’impulso dato dall’Europa con il Green new deal e il New european Bauhaus, come ha spiegato Giovanna Melandri, presidente di Fondazione Maxxi, alla presentazione del progetto. Non solo, il Grande Maxxi si propone anche di contribuire «a recuperare il patrimonio urbano» in un’area, quella del quartiere Flaminio, che sarà oggetto di un ambizioso intervento di rigenerazione grazie anche al progetto della “Città della Scienza”, approvato recentemente dalla giunta capitolina e che sorgerà all’interno dell’area delle ex caserme di via Guido Reni.

Tornando al Maxxi, sono quattro le macro-aree che saranno sottoposte a interventi o di restyling o di nuova costruzione. Da una parte il Maxxi sostenibile e il Maxxi intelligente: il primo riguarderà la riconversione energetica dell’edificio di Zaha Hadid con l’installazione di 3mila pannelli fotovoltaici, il secondo punta sull’abbattimento delle barriere fisiche e sensoriali e un upgrade digitale. Dall’altra il Maxxi hub e il Maxxi green, oggetto appunto del concorso internazionale di idee, che prevede la costruzione di un edificio multifunzionale che ospiterà un polo di ricerca e sviluppo dedicato all’arte, all’architettura, ma anche all’information technology e all’analisi dei dati, un centro di eccellenza per il restauro del contemporaneo, spazi di formazione e coworking, oltre a depositi e servizi. Gli ambienti dovranno essere progettati secondo i driver della sostenibilità e dell’innovazione.

Grande MAXXI, planimetria

Sulla copertura del nuovo building si prevede anche un giardino pensile che fungerà da collegamento con un nuovo asse verde pubblico e attrezzato, che dovrà raccordare diverse aree verdi presenti lungo via Masaccio, e che creerà un nuovo percorso pedonale lungo la stessa via. 

Il tutto per una superficie edificabile di 2.800 mq, con 2 piani interrati di parcheggi di 4mila mq complessivi, e una cubatura massima di 19mila metri quadrati. Il costo stimato per i due lotti, comprensivo degli oneri di sicurezza, ammonta a 14,2 milioni di euro, mentre per il Grande Maxxi si prevede una spesa complessiva di 37,5 milioni. Secondo il cronoprogramma della Fondazione, i lavori dovranno partire nel 2023 e concludersi entro il 2026. Per la complessità stessa dell’intervento, la competizione si rivolge a gruppi di progettazione preferibilmente multidisciplinari, che possano includere oltre al progettista architetto, professionisti come i paesaggisti, gli agronomi ed esperti in sostenibilità ambientale ed efficienza energetica degli edifici.

Il bando, disponibile sul sito del Maxxi e pubblicato sulla piattaforma dell’Ordine degli Architetti di Bologna, prevede una procedura aperta, anonima, in un unico grado, con l’affidamento dell’incarico anche per le fasi successive al vincitore della competizione, oltre a un premio di 30mila euro. Agli altri quattro finalisti andranno tra i 10mila e i 4mila euro, oltre alla partecipazione alla mostra finale che sarà allestita al Maxxi. Il termine ultimo per l’invio degli elaborati è fissato alle ore 12.00 del 13 maggio 2022; i lavori della giuria, presieduta da Giovanna Melandri, si concluderanno il 9 giugno e il vincitore sarà annunciato il giorno seguente. 

Tra i giurati anche Mario Cucinella, Petra Blaisse di IO, Maria Claudia Clemente di Labics e Lorenzo Mariotti. Supplenti Pippo Ciorra e Simone Gobbo di Demogo.

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