L’Ordine degli Architetti scende in campo, in difesa dei lavoratori, e scrive a Inarcassa

Rinascita urbana e crisi economica. Spada di Damocle sulla Rinascente di Palermo

Paola Pierotti, PPAN
23. settembre 2020
La Rinascente su piazza san Domenico a Palermo. Foto tratta da asastudioalbanese.com

La Rinascente di Palermo è pronta ad abbassare la saracinesca. E la questione diventa un tema nel dialogo (e scontro) tra le istituzioni nel mondo della progettazione. La chiusura del departement store firmato Asa Studio Albanese e completato dieci anni fa «rappresenta una brusca frenata nel percorso di rigenerazione urbana e rinascita economica della città», ha affermato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo Francesco Miceli, che ha espresso solidarietà ai cento lavoratori siciliani e ha annunciato un intervento dell’Ordine anche su Inarcassa, proprietario dell’immobile.

Il progetto era stato l'esito di un intervento deciso e delicato allo stesso tempo. «La chiave di volta di questo equilibrio – raccontano dallo studio di Vicenza – è la scelta di conservare tracce dell'edificio preesistente attraverso la sovrapposizione di una facciata opalescente, che ne fa intuire la struttura in trasparenza. La pelle "glaciale" è un segno architettonico di superficie attraverso cui il vecchio rimane visibile, fa corpo con il contemporaneo, ne diventa elemento. Nella notte, il palazzo si trasforma in una lanterna luminosa e traslucida».

Lo scalone interno. Foto tratta da asastudioalbanese.com

Un landmark contemporaneo nel capoluogo siciliano. Ma da tempo sono state avviate le procedure di chiusura del punto vendita di via Roma che, in caso di mancati accordi, avverrà il 31 ottobre 2020. «Il contratto di affitto dell’immobile di proprietà di Inarcassa, cassa di previdenza ingegneri e architetti gestito da Fabrica Immobiliare sgr spa, è in scadenza a fine settembre 2020 e Rinascente si era mossa con ampio anticipo per rinegoziarlo». In una nota si legge che è dal 2017 che Rinascente ha aperto un dialogo con il gestore al fine di rinegoziare il contratto alla luce delle nuove valutazioni di mercato.

La terrazza che si affaccia su piazza San Domenico e sull'ingresso del mercato della Vucciria. Foto tratta da asastudioalbanese.com

«Il palazzo della Rinascente – aggiunge Miceli – rappresenta uno dei pochi esempi in cui rigenerazione urbana e rinascita economica sono andate di pari passo, producendo effetti benefici a cascata. Grazie agli investimenti aziendali da parte della catena di grandi magazzini, piazza San Domenico ha cambiato volto ed è diventata luogo di ritrovo per turisti e cittadini. Le vetrine dell’azienda – racconta – hanno ospitato eventi d’arte e dato una nuova luce contemporanea a via Roma, attivando una serie di ristrutturazioni su immobili della zona e contribuendo a fare aprire anche nuovi esercizi commerciali. Chiudere oggi, specie in un momento così difficile per l’economia cittadina determinato dalla pandemia, è un grave colpo per chi ci lavora e anche per la città». Miceli, insieme a tanti altri colleghi architetti, ha scelto di firmare una petizione chiedendo alle istituzioni di avviare un tavolo di crisi per evitare la partenza di Rinascente da Palermo. 

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