Tre giorni di seminario, dialogo con la Pa, linee guida e workshop con team interdisciplinari

Prototipi di scuole da abitare. Al via una consultazione tra atenei sul caso Mantova

Paola Pierotti, PPAN
11. novembre 2021
Mantova via Pixabay

Prototipi di scuole da abitare. Questo il titolo dell’attività di ricerca Prin 2017 (Progetti di Ricerca di rilevante interesse nazionale) che unisce in un unico gruppo di ricerca professori e ricercatori dell’università IUAV di Venezia, del Politecnico di Milano, dell’Università degli Studi di Sassari, dell’Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" e dell’Università Politecnica delle Marche. Insieme a loro l’Istituto nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, l’unità locale del Politecnico di Milano, di cui Massimo Ferrari è responsabile scientifico. Una ricerca ma anche un workshop (in programma dal 15 al 17 novembre a Mantova) come sintesi dell’attività di studio in corso, e come opportunità per animare il dibattito pubblico sul tema dell’edilizia scolastica, per indirizzare nei vari ambiti disciplinari le molteplici azioni strategiche rivolte alla scuola dell’oggi e del futuro. 

Da qui l’avvio di una consultazione (della durata di 4 mesi) nell’ambito della quale i gruppi di progettazione lavoreranno autonomamente a fronte di linee guida condivise, e con la presentazione a Mantova dei risultati della ricerca sperimentale. 

La consultazione coinvolgerà circa ottanta architetti provenienti da tutta Italia (coordinati da un docente Icar 14, nell’ambito di un team che include diverse discipline del progetto e possibilmente un pedagogista). Si parte con il seminario (novembre 2021) che riunisce i capigruppo di ciascun gruppo di progettazione a Mantova e con l’incontro con i diversi soggetti interessati (amministrazione, realtà scolastiche, Politecnico di Milano).

Con diversi gradi di profondità, la tre giorni mantovana metterà a fuoco specificità interdisciplinari riferite alla scuola, «con una particolare attenzione alla definizione dello spazio per l’apprendimento in una rivoluzione centrifuga – dice Ferrari – che dall’interno restituisca la nuova relazione dell’edificio scolastico con la città. L’ormai imprescindibile carattere di innovazione tanto culturale, pedagogico quanto degli strumenti posti a servizio di un sistema scolastico adeguato alla contemporaneità è il presupposto principale di queste giornate di confronto».

Al tavolo sono invitati esperti e ricercatori, per tracciare sinteticamente la relazione tra il passato e il presente per orientare il futuro del tema scolastico. “Quale futuro per la nostra scuola?”: a confronto un pedagogista, un architetto, un designer, un giornalista, un illustratore e un ricercatore Infn. A seguire, “Spazio alla scuola” con sessioni disciplinari che definiscono gli attori in campo nella delimitazione dello spazio innovativo per l’apprendimento: si va dalla pedagogia al design, dagli strumenti per l’apprendimento alla e luce all’architettura.

Dalla ricerca all’applicazione sul campo: quale futuro per il caso mantovano? Il mondo della ricerca incontra quindi l’amministrazione e dialoga con Andrea Murari, assessore all’Ambiente e pianificazione territoriale, politiche energetiche, rigenerazione urbana e del territorio, con Adriana Nepote, assessore all’Università e ricerca, innovazione, coordinamento ufficio progettazione e fundraising, agenda digitale, smart city e personale e con Serena Pedrazzoli, assessore ai Nidi, scuola e pubblica istruzione.

Non solo concorsi rivolti ai professionisti, anche l’accademia scende in campo con una consultazione nazionale per ricerche progettuali sugli spazi innovativi per la didattica. Da Roma Tre a Genova, da Pisa a Palermo, le scuole di architettura italiane ragionano su una progettualità concreta riferita al tema della scuola, applicata al contesto mantovano.

La ricerca Prin coordinata dal professor Alberto Ferlenga – già rettore dell’ateneo veneziano – è arrivata a metà del suo percorso triennale e dopo una prima fase di analisi e ricerca trova la necessità di verificare alcuni presupposti per una ripartenza sulla stretta relazione tra architettura e pedagogia, tra spazio e apprendimento. «Una o più aree sono state individuate grazie ad un dialogo con il Comune di Mantova – racconta Ferrari – e verranno affidate a più gruppi di progettazione e di ricerca, in modo da favorire un proficuo confronto rivolto alla riflessione sugli spazi innovativi della didattica nella progettazione di un nuovo istituto scolastico. Differenze e affinità delle proposte serviranno ad approfondire la ricerca ministeriale, che trova nella sperimentazione progettuale il momento centrale, ma non conclusivo, del suo iter».

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