Dal Vinitaly di Verona, prossime tappe a Bra, Bressanone, Firenze e Ravenna

Nuove cantine italiane. Territori e architetture in mostra

Fabrizio Di Ernesto, PPAN
26. aprile 2022
Allestimento dell'esposizione "Nuove cantine italiane. Territori e architetture" a Verona ©Pietro Savorelli

Proprio tutto ciò che porta il vino ad essere pronto per l’imbottigliamento è stato al centro dell’esposizione Nuove cantine italiane. Territori e architetture e del convegno Undici cantine italiane. Architetti e territori organizzati a Verona dalla rivista «Casabella» in occasione dell’edizione del 2022 di Vinitaly.

Allestimento dell'esposizione "Nuove cantine italiane. Territori e architetture" a Verona ©Pietro Savorelli

La mostra (8-13 aprile a Verona, presso Palazzo Balladoro) è stata curata da Roberto Bosi e Francesca Chiorino. Nel corso dell’evento sono stati esposti 11 progetti, dieci cantine e una distilleria, che, realizzati negli ultimi dieci anni, hanno gradualmente cambiato il panorama dei vigneti italiani da nord a sud. In particolare i progetti visibili al pubblico sono stati: la Cantina Podernuovo a Palazzone nel senese (Alvisi Kirimoto) dove l’architettura si lascia attraversare dal paesaggio, facendosi interprete delle sensibilità italiane e giapponesi; la Cantina Antinori nel Chianti Classico (Fi) (Archea Associati); la Cantina Pacherhof a Novacella vicino Bolzano (Bergmeisterwolf) in cui nuovo e antico trovano una continuità visiva e materica: le botti di rovere e i tini in acciaio, le antiche volte e le nuove forme più spigolose trovano un punto di incontro tra innovazione e tradizione; la Cantina Gorgo (Vr) (Bricolo Falsarella); la Cantina de Il Bruciato nel livornese (Fiorenzo Valbonesi – asv3); la Cantina Pizzolato a Villorba nel trevigiano (MADE associati); Nals Margreid a Nalles in provincia di Bolzano (Markus Scherer) in cui la nuova disposizione funzionale è stata risolta con la ridefinizione e la realizzazione di un nuovo edificio di testa per lo scarico e la vinificazione dell´uva con integrata una torre, un’ampia cantina interrata che connette la preesistente e una nuova barricaia nel cortile e un ampio tetto piano a copertura dell’intera area. Il cortile permette al visitatore la vista dei due fulcri della cantina: la torre di pressaggio dell’uva e la barricaia.

Tra gli altri progetti esposti hus Cantina dei 5 Sogni a Roddino nel cuneese (Matteo Clerici, Fondamenta); la Cantina Planeta Feudo di Mezzo a Castiglione di Sicilia nel catanese (Santi Albanese e Gaetano Gulino); la Distilleria Puni a Glorenza sempre vicino Bolzano (Werner Tscholl) in questo progetto l’architettura ha una duplice finalità: rispondere alle esigenze produttive e, in misura forse maggiore di quanto accade per le cantine vinicole, suscitare interesse, attraverso l’immagine, per un’attività nuova; e la Cantina Masseto nel livornese (Zitomori).

Allestimento dell'esposizione "Nuove cantine italiane. Territori e architetture" a Verona ©Pietro Savorelli

Tutti esempi di eccellenza che coniugano design e vino, tecnologia e innovazione, sono raccolti in una pubblicazione edita Electa architettura. Al centro dell’esposizione il modo in cui gli architetti hanno saputo valorizzare le relazioni che le cantine instaurano con l’ambiente e la capacità dei progettisti di decifrare e restituire i caratteri del terroir, contribuendo ad ampliare la conoscenza e la frequentazione dei territori sui quali sorgono.

Nei prossimi mesi l’esposizione farà tappa nel cuneese, a Bra, dal 19 maggio al 5 giugno, dopo di che in autunno sarà a Bressanone dal 27 ottobre al 5 novembre. Nel 2023 invece sarà possibile visitarla prima a Firenze, tra febbraio e marzo, quindi a Ravenna nel mese di aprile.

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