In Italia oggi una società che risponde alle opportunità del 110%

Leonardo: 20 anni di attività e la direzione lavori di uno stadio in Africa

Paola Pierotti, PPAN
8. marzo 2021
Complesso sortivo Japoma. Foto per concessione di Leonardo

Leonardo è una società d'ingegneria con base a Pisa guidata da un architetto, Salvatore Re. Prima della pandemia i collaboratori in Italia erano una trentina, oggi sono rimasti in 10, a cui si aggiungono 40 professionisti in Camerun e poche unità in una base in Cina. Leonardo compie quest’anno i suoi primi 20 anni e ancora una volta è pronta a cambiare pelle, reinventarsi, in considerazione delle opportunità e delle sfide.

«Prima dell’emergenza sanitaria – racconta Salvatore Re – partecipavamo a un centinaio di gare all’anno, il 5% vinte con ribassi enormi e non remunerative». Tra le tante esperienze finite male, la Leonardo era anche stata coinvolta nella partita della gara per l’ex Velodromo di Roma, ormai più di dieci anni fa. «Molte delle iniziative che non si sono concretizzate – commenta Re – hanno sofferto di problematiche legate a un infelice rapporto tra cosa pubblica e architettura».

Complesso sortivo Japoma. Foto per concessione di Leonardo

Oggi la Leonardo Italia ha convertito tutto il suo potenziale verso il tema del 110% costituendo una società di scopo, la Lumiere, per l’eco-efficientamento energetico degli edifici, «si potranno così evitare i grandissimi ribassi che il mercato delle opere pubbliche italiane impone e finalmente realizzare pressoché tutte le opere progettate, dando un contributo anche etico per un’Italia che risparmia energia, e con città più decorose e belle» spiega l’architetto. 

Vent’anni di attività e tante storie in giro per il mondo per la squadra guidata da Salvatore Re. «Purtroppo, sono stato costretto a cambiare pelle dall’inizio della crisi in Italia e nel mondo del 2008, i cui effetti si sono fatti sentire nel nostro settore dal 2011. Il mercato drogato da appalti al ribasso perversi e da tariffe professionali con sconti oltre il 50% senza la garanzia di realizzare le opere progettate, anzi con la quasi certezza di non dare seguito ai sacrifici prodotti – racconta – mi hanno fatto prendere la strada per l’estero». 

Complesso sortivo Japoma. Render per concessione di Leonardo

Prima tappa in Cina «e dopo 10 anni nel 2018 ho costituito una società mista al 49% con un gruppo industriale cinese – racconta – inserito nella Top 500 delle aziende più importanti del Paese». 

Intanto nel 2013 a Malta, avendo vinto una gara indetta dal Governo per il restauro di Fort St Elmo a La Valletta, è stata costituita la Leonardo Projects ltd.

Dal 2016 è iniziata l’avventura africana: invitato della Presidenza della Repubblica del Camerun per la direzione dei lavori di un importante stadio a Douala, aggiudicatosi con la Leonardo, è stata costituita la Leonardo Cameroun sas di diritto camerunense. 

Ultima nata nel 2020 in piena pandemiala Leonardo France sas Arquitecture, «a seguito della mia personale iscrizione all’Ordine degli Architetti dell’Ile de France – racconta Salvatore Re – per operare in un Paese dove l’Architettura è riconosciuta dallo Stato come valore fondante della comunità, basato su una legge voluta dal Presidente François Mitterand nel 1977». A breve quindi l’apertura di un ufficio stabile a Parigi. 

Complesso sortivo Japoma. Render per concessione di Leonardo

L’Africa centrale e la sfida per lo stadio sono uno dei risultati più recenti raggiunti dall’architetto. «L’Africa è senz’altro uno dei continenti con maggiori occasioni di lavoro disponibili e la gara che ci siamo aggiudicati in Camerun è stata una vera sfida: realizzare in soli 2 anni un’opera da 250 milioni di dollari». Salvatore Re, “direttore dei lavori, Chef de Mission” con uno staff di 70 persone per un progetto firmato Aecom e il cantiere seguito dall’azienda turca Yenigun. «Un incarico abnorme per un architetto – commenta lo stesso professionista – in un cantiere dove hanno lavorato contemporaneamente ogni giorno fino a 1.870 operai, con un solo incidente, non mortale».

La direzione lavori per la costruzione del complesso sportivo si è avvalsa di altre due grandi realtà italiane nel campo delle strutture e dell’impiantistica, rispettivamente Structura Engineering di Rimini e la Steam di Padova. Lo stadio per 50mila posti è stato completato ed è stato utilizzato, insieme ai campi di allenamento, per i campionati d’Africa dell’African Nations Championship. La piscina olimpionica e il palazzetto dello sport verranno completati quest’anno, pandemia permettendo. Una nuova infrastruttura sportiva dove c’era un’area paludosa ai bordi dell’abitato di Douala, non lontana dall’aeroporto internazionale: un progetto che sarà una leva per la rigenerazione urbana, consentendo la realizzazione di importanti infrastrutture anche per il collegamento con la Capitale e la creazione di attrezzature di servizio al complesso.

Il giro del mondo, non senza portare avanti progetti anche in Italia. Tra i cantieri in corso anche il restauro di un antico convento a Piombino per la realizzazione di un polo culturale innovativo. Negli ultimi due anni Leonardo ha vinto alcune gare di progettazione come quella per il liceo scientifico Concetto Marchesi a Pisa (un complesso per 2mila studenti) e per la nuova sede di Firenze Fiere a Firenze. Entrambi i progetti però senza una prosecuzione concreta per la società pisana. Più ostacoli in Italia che in Africa?

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