Dieci finalisti: opere nel Triveneto e un intervento a Reggio Emilia

L’eccellenza dell’architettura contemporanea sotto la lente del Premio Oderzo

Chiara Brivio, PPAN
20. aprile 2021
Mimeus Bivacco Pradidali. Foto Mimeus

Riconoscere il valore dell’architettura di qualità che si basa su valori etici, premiare il rapporto virtuoso tra committenza e professionisti e, soprattutto, raccontare un “territorio” attraverso le sue trasformazioni in ambito paesaggistico e urbanistico. Sono questi i pilastri su cui si fonda il Premio Architettura Città di Oderzo (Pao), giunto quest’anno alla XVII edizione. Un riconoscimento tradizionalmente dedicato alle migliori opere realizzate nel Triveneto, ma che per quest’anno vede in lizza anche un intervento nella città di Reggio Emilia. 

Dieci i finalisti selezionati dalla giuria – guidata da Paolo Baratta, già ministro e presidente della Biennale di Venezia fino al 2020 – su un totale di 111 progetti valutati. Ricco il ventaglio di luoghi in cui le opere si innestano, dai paesaggi montani dell’Alto Adige a un chiostro medioevale nel capoluogo emiliano, e diversa la natura degli interventi: si va dal residenziale all’edilizia scolastica fino a spazi pubblici, cantine e rifugi in quota. Centrale anche la relazione con la committenza, pubblica e privata, sempre più attenta alla qualità dell’architettura come valore aggiunto per il territorio, sia in termini economici che ambientali e sociali. Altri fattori che hanno determinato la selezione sono stati il dialogo con il contesto di riferimento, e il nesso con l’ambiente. 

Un’“eterogeneità”, come l’ha definita la giuria, che rappresenta la “carta vincente” di questa decina di opere, e grazie alla quale uno showroom della moda come Eraldo Hub, firmato dallo studio Parisotto + Formenton a Ceggia, nel veneziano –  intervento che ha coinvolto la costruzione di 3 nuovi corpi di fabbrica che richiamano l’impianto originario –, si affianca al progetto di riqualificazione del Bivacco Pradidali a Pale di San Martino, in Trentino Alto Adige, opera dei giovani professionisti di Mimeus Architettura, realizzato con particolare attenzione a materiali e forme locali, e voluto dalla sezione del Cai di Treviso.

Sempre in Trentino e con protagonista il legno è il progetto di Pedevilla Architects per la residenza ciAsa Aqua Bad Cortina a San Vigilio di Marebbe – dove nella realizzazione è stato utilizzato il legno caduto durante la tempesta Vaia del 2018 – ma anche un’altra casa, la House L, questa volta a firma di Plasma Studio, nella Valle di Casies. Legno anche per un’altra opera ad Agordo, in Veneto, il Palaluxottica - Congress and Exhibition Center di Studio Botter + Studio Bressan, un nuovo centro congressi che si inserisce nel contesto montano riprendendo forme e materiali delle vicine costruzioni rurali.

Bergmeisterwolf Hotel Pacherhof. Foto di Gustav Willeit

Spazio anche alle scuole nelle scelte della giuria, con l’intervento per la scuola materna di Sluderno di Roland Baldi Architects, dove i progettisti hanno pensato gli spazi architettonici in funzione delle necessità di apprendimento dei bambini. Anche in questo caso, il committente è pubblico ed è il Comune di Suderno. Ancora, a Novacella-Varna Bergmeisterwolf si è cimentato con la riqualificazione e l’ampliamento della cantina dell’Hotel Pacherhof, in un dialogo tra passato e presente e tra tradizione e innovazione.

In ambito culturale ricadono invece il restauro del Casino di Bersaglio a Campitello di Fassa, dove lo studio Weber+Winterle Architetti ha portato avanti un progetto di recupero dell’edificio con una nuova funzione museale-espositiva, sostituendo le parti che erano compromesse. Il committente? La Soprintendenza dei beni culturali della Provincia Autonoma di Trento. Ed è di Messner Architects per il Comune di Verano l’opera Knottnkino - Cinema natura, dove le naturali insenature della roccia sulle quali si snoda il sentiero circolare Knottnkino³ che fungono da aree di sosta, sono diventate teatro di installazioni e interventi di designer e artisti.

Plasma HouseL. Foto di Michael Pezzei

Infine, l’outsider “geografico”, i Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia, dove ZAA Zamboni Associati Architettura ha realizzato un intervento di restauro e rigenerazione di un antico monastero abbandonato, per un sito che mira a diventare un nuovo polo culturale del capoluogo emiliano.

Il premio è organizzato dal Comune di Oderzo insieme alla Provincia di Treviso, con l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Treviso, la Fondazione Oderzo Cultura onlus e Assindustria VenetoCentro. Ad oggi sono stati indetti 17 bandi di partecipazione per un totale di oltre 1400 opere presentate. Il vincitore sarà annunciato durante la cerimonia di premiazione di venerdì 23 aprile.

Altri articoli in questa categoria