L’evento si è svolto in contemporanea in tutti i paesi Ue con numerose iniziative sia in presenza sia virtuali

Da Roma all’Europa, con il new Bauhaus, si riparte dalla bellezza e dall’arte

Fabrizio Di Ernesto, PPAN
20. giugno 2022
New European Bauhaus. Foto dal profilo Facebook del Politecnico di Milano

A poco più di un secolo dall’esperienza della Staatliches Bauhaus, l’Europa prova a lasciarsi alle spalle la crisi pandemica con il primo “New european Bauhaus festival” che si è svolto dal 9 al 12 giugno in contemporanea in tutti i paesi dell’Unione europea e che è stato aperto, nella cornice del Maxxi di Roma, dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accompagnata nell’occasione da Francis Diébédo Kéré, vincitore del Pritzker architecture prize 2022.

Nel segno della sostenibilità, dell’inclusione e dell’innovazione, l’iniziativa promossa dalla stessa von der Leyen è tesa a generare un'ondata di creatività e di bellezza capace di attraversare tutto il vecchio continente. Si propone di coinvolgere architetti e scienziati, artisti e imprenditori, designer e semplici cittadini per lavorare insieme, formando una comunità coesa in cui non ci siano divisioni tra scienza, educazione, impegno civile, cultura e tecnologia.

Aprendo i lavori, von der Leyen ha spiegato: «Il ruolo del nuovo Bauhaus è chiaro, siamo arrivati al limite, abbiamo preso più di quanto abbiamo dato, ora ci deve essere un’inversione di rotta. Serve una legge sul clima, servono dati, valutazioni, prove che vengono dalla scienza, ma con il Green deal europeo c’è un movimento che parte dal basso, questa è l’anima di questo festival».

La proposta era stata lanciata più di un anno e mezzo fa e in tanti si sono mobilitati in tutta Europa per sviluppare progettualità sostenibili e inclusive nel segno del nuovo Bauhaus. 

L’Italia ha cavalcato da subito quest’onda, e il Politecnico di Milano è stato tra le prime università in Europa a diventarne partner ufficiale, lanciando l’iniziativa: “New Bauhaus at Polimi. Designing the new normal”. I progetti promossi dall’ateneo meneghino spaziano dalla ricerca alla progettualità sui “Territori fragili” con il coordinamento di Gabriele Pasqui: ci si concentra in particolare su sfide, rischi e soluzioni per le aree interne del nostro Paese, fino a progetti orientati al futuro, come l’esibizione “Space design for new human beings” curata da Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro (a+b design) in collaborazione con l’Esa, l’agenzia spaziale europea. In questo caso sono stati progettati strutture e strumenti per la sostenibilità e l’inclusione nello spazio, andando da una parte a facilitare il sostentamento degli astronauti attraverso la produzione di microalghe sulla superficie lunare, e dall’altra curando il design di nuovi oggetti protesici, utili anche per i futuri para astronauti per facilitare le prestazioni a bordo della stazione spaziale internazionale.

Space4InspirAction with Technogym. 4th edition 2020, Scuola del Design, Politecnico di Milano
 

Diverse le iniziative che hanno interessato il nostro paese tra cui quella della Provincia autonoma di Bolzano che ha puntato sul “New european Bauhaus delle montagne”, attraverso l’ecosistema dell’innovazione dell’Alto Adige, articolato in workshop, seminari, iniziative per progettare nuovi spazi, soluzioni, forme di aggregazione e di produzione in una prospettiva montana, tenendo insieme sostenibilità, inclusività e valore estetico.

La montagna al centro anche di “Badia lost & fund” stand virtuale, presente a Bruxelles, della città siracusana di Lentini per la rigenerazione del territorio attraverso il recupero delle memorie e degli spazi del quartiere Badia. Avviato come una sperimentazione tra artisti, il progetto ha portato alla creazione di un Urban art district, diventato una sorta di galleria d’arte all’aperto, laboratorio civico e una delle principali fonti di attrazione della città.

Sempre nella capitale belga presentati altri progetti italiani tra cui quello senese di Urbinat, finanziato dal programma Horizon, per sviluppare strumenti e soluzioni innovative con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nella co-creazione di soluzioni basate sulla natura per la rigenerazione urbana.

La kermesse è stata anche l’occasione per assegnare i New european Bauhaus Prize 2022, attraverso due sezioni di concorso parallele: una per i progetti esistenti e già completati, e una sezione dedicata agli “Astri nascenti” sotto i 30 anni attraverso quattro categorie tematiche: rientrare in contatto con la natura; riconquistare il senso di appartenenza; dare priorità ai luoghi e alle persone che ne hanno più bisogno; necessità di una riflessione a lungo termine sul ciclo di vita negli ecosistemi industriali. L’Italia si è aggiudicata il premio giovani nella terza categoria con il progetto di laurea di Janja Šušnjar “Topolò/Topolove – Il villaggio come casa” ad Udine, attraverso la rivitalizzazione del villaggio di Topolò trasformandolo in una “grande casa”. Ad ogni abitazione viene data una nuova funzione collettiva, mantenendo comunque una porzione di spazio ad uso privato.

Topolo, ph. ©Antonio Frederico Lasalvia

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