Come una sorta di filologia dell’attività professionale, in mostra a Milano cinque modellini in ceramica

Con l’arte e l’artigianato, per Peluffo&Partners e Simposio Design c’è la sintesi tra design e architettura

Chiara Brivio, PPAN
15. settembre 2021
I modellini di ceramica, collaborazione tra Peluffo&Partnerse Simposio Design ©Stefano Pinci

Design e architettura, la riscoperta e la valorizzazione di antichi mestieri, l’arte che ritorna protagonista nella progettazione. Ma soprattutto, il saper fare italiano. Sono questi gli elementi che hanno contraddistinto la mostra “Tempo e luogo della memoria (Costellazioni)” e che danno il via alla collaborazione tra lo studio di architettura Peluffo&Partners di Gianluca Peluffo e Simposio Design, fondato da Luca De Felice, Silvia Libianchi e Andrea Tomain, per l’interior. Opportunità per presentare il neonato sodalizio è stato il contesto del Salone del Mobile 2021, il Supersalone firmato Stefano Boeri, che ha visto una prima rinascita di Milano dopo il prolungato periodo di lockdown. E location della mostra è stato proprio il nuovo studio meneghino di Simposio, ritornato in Italia dopo anni di lavoro all’estero, soprattutto in Russia, per questa occasione aperto al pubblico.

Moschea di Sokhna ©Stefano Pinci

Protagonisti dell’esposizione una serie di modellini di ceramica dell’architetto ligure, realizzati nelle fonderie di Albissola, che rappresentano gli ultimi progetti su cui lo studio è stato impegnato e altri che hanno fatto la sua storia. Tra questi, i Frigoriferi Milanesi, la moschea di Sokhna, in Egitto, fino alla ricostruzione di San Giuliano di Puglia. Un metodo, quello ceramico, che da sempre caratterizza il lavoro di Peluffo, che fa plasmare i propri lavori nella piccola cittadina ligure con l’aiuto di maestri artigiani locali, come Danilo Trogu, Tullio Mazzotti e Adriano Bocca.

«Con Simposio abbiamo intenzione di iniziare a collaborare, noi per la parte di architettura e loro di design» spiega l’architetto. «Apprezzo moltissimo il lavoro architettonico di Peluffo – gli fa eco De Felice –. È quasi mistico ed esprime un legame fortissimo con il territorio. Nei suoi progetti – continua – il lavoro dell’architetto torna a essere ludico, dilatato secondo i tempi di lavorazione della materia».

Palazzo del Ghiaccio ©Stefano Pinci

E riguardo alla scelta di realizzare dei modellini di creta per i suoi lavori, il progettista ligure, che ha il proprio studio in quello che era l’atelier di Lucio Fontana, Peluffo racconta, «per me la ceramica rappresenta la sintesi tra arte, artigianato e architettura, che in Italia purtroppo sono considerate separatamente, per delle logiche straniere che non appartengono alla nostra storia». «Il tema che si vuole delineare con questa mostra è quello del saper fare italiano – prosegue – sia nel senso manuale sia nel senso della capacità di immaginare». Un saper fare che comprende anche la riscoperta di eccellenze della tradizione artigiana italiana, una vera e propria attività di scouting che rappresenta il core del lavoro di De Felice con Simposio Design. 

Ricostruzione di San Giuliano ©Stefano Pinci

«La ceramica è anche un materiale arcaico, riconosciuto internazionalmente, che appartiene anche al mondo dell’infanzia».E il profondo legame tra le forme architettoniche e la loro creazione ha l’intento, secondo Peluffo, di attualizzare e rendere contemporanei i luoghi in cui si inseriranno e verranno costruiti. 

Nei cinque modellini esposti si può ricostruire una sorta di “filologia” dell’attività dello studio, con un approccio che presta particolare attenzione agli aspetti materici di ciascun progetto e allo sviluppo e contestualizzazione di ogni intervento.

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