Un esempio di architettura condivisa, nel racconto del progetto speciale del padiglione delle Arti Applicate “Three British Mosques”

Con il Victoria and Albert Museum, storia di accoglienza delle moschee fai da te di Londra

Francesca Fradelloni, PPAN
22. giugno 2021
Foto di İbrahim Mücahit Yıldız da Pixabay

Accoglienza, condivisione, convivenza sono le parole che guidano le comunità resilienti. E cosa c’è di più resiliente di progetti che partono dal basso? In Gran Bretagna le moschee nascono per iniziativa delle comunità locali attraverso il crowdsourcing. Un vero esempio di co-abitazione positiva, di questo racconta il progetto speciale del padiglione delle Arti Applicate“Three British Mosques”, collaborazione tra la Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum.

In risposta al tema How will we live together? proposto dall’architetto libanese Hashim Sarkis, questa esposizione, che segna il quinto anno di collaborazione tra le due istituzioni, esplora il multiculturalismo contemporaneo attraverso la presentazione di tre spazi adibiti a moschee nella città di Londra. Per realizzare una moschea, nella sua configurazione più semplice, occorre solo una sala per le preghiere, un mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca verso la quale rivolgere la preghiera. Non esiste nessuna autorità superiore preposta a dirigerne o finanziarne la costruzione.

In collaborazione con l’autore e architetto Shahed Saleem, il padiglione guarda al mondo fai da te, appunto, e spesso non documentato delle moschee adattate a questo uso. I tre casi di studio esamineranno la moschea di Brick Lane, in precedenza una cappella protestante, poi una sinagoga; la moschea di Old Kent Road, installata in un vecchio pub; e la moschea di Harrow Central, uno spazio appositamente costruito di fianco alla casa a schiera che precedentemente la ospitava. Il padiglione, rivestito di moquette, come una vera moschea, e queste storie sono esplorate attraverso proiezioni 3D, interviste filmate e fotografie.

Harrow mehrab

L’Islam è una religione che si adatta facilmente agli spostamenti e in Gran Bretagna qualsiasi gruppo può dare avvio a una moschea. La prima della Gran Bretagna è stata aperta a Liverpool nel 1889 adattando una casa a schiera; oggi ci sono 1.800 moschee in tutto il Paese al servizio dei suoi 3,4 milioni di abitanti musulmani. La storia delle moschee in Gran Bretagna è quella del dialogo culturale tra realtà diverse che si fondono insieme, presentando nuove opportunità di evoluzione per il nostro tessuto urbano. Progettata e in molti casi costruita dai suoi stessi utenti, la moschea ha dato alla Gran Bretagna una forma completamente nuova di architettura.

Le moschee create dalle comunità di immigrati vengono spesso autogestite, autoprogettate e autocostruite e rispondono alle contingenze e ai bisogni della comunità con una certa noncuranza rispetto alla cultura “alta”. Le comunità hanno utilizzato gli edifici vernacolari britannici, ecco che si trovano moschee adattate da case a schiera, pub, archi ferroviari, cinema, supermercati. Luoghi in continuo mutamento, con la crescita delle comunità e la nascita di nuovi bisogni: spazi che si ripensano spesso. Alla fine, queste strutture vengono pure demolite per fare spazio a moschee create ex novo. Questi nuovi luoghi di culto appositamente costruiti sono quindi il risultato di 20 o 30 anni di crescita organica, e l’intento di questa mostra è quello di riconoscere e testimoniare questo periodo significativo nella storia dell’architettura della Gran Bretagna prima che venga dimenticato. 

Old Kent Road men 27s prayer hall

«Shahed Saleem ha condotto uno studio approfondito sulla storia delle moschee della Gran Bretagna, realizzando i progetti di alcuni di questi edifici», hanno affermato Christopher Turner e Ella Kilgallon, curatori del padiglione delle Arti Applicate del 2021. «Il Victoria and Albert Museum, ha lavorato con lui per esplorare tre diversi casi di studio che fanno riemergere storie d’immigrazione, d’identità e di aspirazioni comunitarie». 

La moschea di Brick Lane nasce grazie a una conversione e riadattamento di una sinagoga. Trattandosi di un edificio dichiarato patrimonio storico, la comunità musulmana ha dovuto contenere le proprie ambizioni architettoniche. Tuttavia, nel 2009 fu concessa l’autorizzazione per la costruzione di un minareto alto 29 metri. 

La moschea di Old Kent Road, invece, nasce da un vecchio pub vittoriano. Nel 1999 l’Associazione musulmana della Nigeria acquistò questo spazio commerciale. La sala da pranzo del piano superiore è stata trasformata nella sala della preghiera principale grazie all’aggiunta di un mihrab. Oggi si pensa ad ingrandirla. 

La moschea di Harrow Central, si trova nel sobborgo a nord-ovest di Londra e si è trasformata da una casa bifamiliare. Nel 1999 però la comunità musulmana pakistana è riuscita a comprare un terreno adiacente per costruirla ex novo. La struttura a cinque piani è costruita in stile ottomano con una cupola poco profonda e un minareto aghiforme. Ancora oggi, comunque, un terzo delle moschee britanniche sono ricavate da ex abitazioni. 

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