Completato il nuovo tassello della circonvallazione Bressanone-Varna

Architettura, paesaggio e mobilità, il segno di MoDusArchitects in Alto Adige

Paola Pierotti, PPAN
20. luglio 2020
Portale d’ingresso al centro di Bressanone (Bolzano). © Gustav Willeit

Calcestruzzo faccia a vista, calcestruzzo leggero strutturale con argilla espansa Leca (Leca-beton), acciaio corten, legno di larice. Questi i materiali di progetto del nuovo portale d’ingresso al centro di Bressanone (Bolzano), cittadina dell’Alto Adige, che completa il recente ampliamento della circonvallazione Bressanone-Varna. All’intersezione tra infrastruttura e paesaggio, si distingue il progetto dello studio MoDusArchitects composto da una serie di strade interconnesse e prevalentemente sotterranee, volte a ridurre il volume di traffico e a dar vita a un percorso alternativo al margine urbano di entrambi i centri abitati. 

Il landmark è definito dalla scultorea bocca del nuovo portale, rivolta verso est, che assume una forma sinuosa ampliando il lessico di elementi curvilinei che caratterizzano i principali interventi del progetto originale e si allontanano dal linguaggio strettamente tecnico o funzionale normalmente offerto dagli interventi infrastrutturali.

«I progetti di ingegneria civile offrono un’opportunità unica per raccordare le diverse scale e le talvolta contrastanti peculiarità dell’infrastruttura, del paesaggio, dell’architettura e del decoro urbano. La circonvallazione – racconta l’architetto Sandy Attia, co-fondatrice di MoDusArchitects insieme a Matteo Scagnol – sottolinea come la reciprocità di queste discipline converga nella soluzione di un singolo quesito progettuale, legato non solo all’impatto ambientale ed economico, ma anche alla necessità di creare un modello per le piccole città alle prese con interrogativi sulla mobilità, sulla conservazione del patrimonio e sull’identità».

Comignoli, vista della valle dell' Isarco. © Leonhard Angerer

Architettura e infrastrutture è un tema di attualità che torna nel dibattito italiano con la recente esperienza del nuovo Ponte di Genova. È stato oggetto di un concorso a Belluno, per un nuovo ponte sul Piave, che ha visto affermarsi il team degli ingegneri dello studio Fhecor Ingenieros Consultores con gli architetti dell’Estudio de Arquitectura Campo Baeza. Ma «in Italia, negli ultimi decenni, il ruolo degli architetti nei grandi interventi infrastrutturali è stato sempre più emarginato. La notevole densità e la stratificazione storica e naturale del nostro Paese – aggiunge Sandy Attia – mettono in luce importanti e urgenti sfide che le pubbliche amministrazioni sono chiamate ad affrontare. La Circonvallazione Bressanone-Varna nasce infatti da processi ponderati e decisionali che comprendono il valore del design a tutte le scale e che, proprio grazie a questo atteggiamento, attivano collaborazioni interdisciplinari di primaria importanza».

L’opera di Bressanone. Inaugurata nel 2012, la circonvallazione, che nei suoi 5 km attualmente completati bypassa il centro storico di Bressanone per raggiungere l’area a nord di Varna, è stata progettata con l’obiettivo di arginare il traffico, ridurre l’inquinamento e facilitare l’accesso da nord all’area industriale localizzata nel versante sud del centro abitato. Il brief di progettazione prevedeva una serie di interventi (portali di tunnel, muri di sostegno, barriere acustiche, sottostazioni di servizio, strutture meccaniche, camini di ventilazione e segnaletica) lungo l'intera lunghezza. La soluzione proposta dallo studio MoDusArchitects ha ridotto al minimo l'impatto ambientale degli elementi fuori terra, con attenzione alla qualità architettonica oltre che tecnica. Ogni dettaglio è stato concepito con un approccio omogeneo e consequenziale, e sono stati progettati adeguandosi all’orografia e alle peculiarità del territorio circostante. Infine, i tratti di Bressanone e Varna sono stati convogliati in un’unica soluzione di continuità in cui i due comuni non sono più concepiti come contesti distinti, ma piuttosto come due parti di una singola entità.

Barriere acustiche. © Leonhard Angerer

Economia circolare e attenzione al paesaggio. Tutte le parti in calcestruzzo del nuovo tratto sono costituite dagli aggregati e dai materiali di scavo attinti dal cantiere, tutt’ora in corso, dei 64 km del tunnel del Brennero, che attraversa le Alpi da Innsbruck (Austria) a Fortezza (Italia). Insieme al calcestruzzo faccia a vista, alle pareti in legno di larice delle barriere acustiche e ai camini di ventilazione in acciaio corten, i portali sono importanti elementi architettonici che danno una risposta in relazione ai temi del paesaggio e della mobilità. «Questi interventi – spiegano gli architetti - demarcano il confine tra i due livelli spaziali e non solo si integrano con il paesaggio urbano di Bressanone, ma delineano l’effimera esperienza del passaggio in velocità».

Il prossimo e ultimo segmento della circonvallazione, la cui apertura è prevista per il 2025, sì estenderà fino a nord del centro di Varna, andando a completare gli 8 km di infrastruttura. 

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