Vincenzo Latina per il memoriale delle migrazioni. Quando il contesto diventa materia di progetto

A Lampedusa la cava diventa un teatro

Fabrizio Di Ernesto, PPAN
23. maggio 2022
Il teatro della cava di Lamedusa, progetto e foto ©Vincenzo Latina

L’iter del progetto e dei lavori è stato molto lungo: nel 2005 l’amministrazione comunale ha deciso di valorizzare le bellezze dell’isola e di recuperare nuovi spazi stanziando il primo finanziamento per l’iniziativa; 11 anni dopo il progetto è stato ripreso, senza però arrivare alla conclusione del percorso amministrativo. Nel 2019 è stato confermato l’incarico a Vincenzo Latina che ha provveduto alla rimodulazione del progetto, sia in relazione alla tipologia di interventi e alle opere da realizzare che per quel che riguarda una serie di aspetti tecnici e burocratici necessari a permettere la pubblicazione dell’avviso pubblico. E tramite la Cuc (centrale unica di committenza dei comuni di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, Ustica e Salemi) è stata individuata l’ati D. L. Costruzioni srl Impresa costruzioni eredi Marotta Salvatore a cui affidare i lavori, per un importo complessivo di 311 mila euro. 

Il teatro della cava di Lamedusa, progetto e foto ©Vincenzo Latina

Il teatro è stato ricavato in una cava leggermente incassata nella roccia, con un progetto ispirato da una delle più intense poesie di Giacomo Leopardi, L’infinito: «Dall’interno della cava - spiega Latina - non si può guardare oltre la parete, però si possono presagire gli elementi della natura, il rumore e l’odore del mare, un infinito di sensazioni e di emozioni, sino allo smarrimento. La parete della cava, naufrago nel mare delle emozioni».

Uno spazio pubblico restituito alla comunità in un’area già bonificata che ha liberato il sito da materiali di risulta e da rifiuti speciali, accumulatisi nel tempo e che l’avevano trasformata in una discarica.

Strettamente connesso a questo c’è poi il Memoriale delle migrazioni: un luogo di pausa e riflessione, di meditazione e di preghiera aperto a tutte le religioni e professioni di fede.

Parlando del progetto, Latina ha spiegato che l’idea di realizzare il teatro nella cava è venuta spontaneamente «data la struttura del luogo simile ad un anfiteatro con affaccio sul mare. È stato quindi naturale sviluppare questa idea. Anche l’acustica ci ha aiutato essendo quasi una camera aperta di per sé».

Il teatro della cava di Lamedusa, dettaglio. Progetto e foto ©Vincenzo Latina

Per quanto attiene invece al memoriale realizzato dietro il teatro si è deciso di realizzare 368 fori – uno per ogni vittima del naufragio del 3 ottobre 2013 – del diametro variabile da 50 a 100 millimetri, nella roccia come fossero il disegno di una costellazione, al buio tutto l’anno ma che si illuminano solo in occasione della ricorrenza della tragedia con altrettante luci.

Sulla parete sud-est della cava inoltre sarà adagiata una barca, recuperata dal mare, e trattata con la tecnica giapponese dello Shou sugi ban o Yakisugi che brucia il legno per proteggerlo e conservarlo; l’imbarcazione, simbolicamente, ricorda tutti i popoli.

«Ho cercato di sintetizzare alcuni caratteri dell’isola attraverso una triplice chiave di lettura: la vocazione turistica, ricettiva e culturale, un luogo della memoria e la straordinaria bellezza naturalistica del luogo» ha spiegato ancora Latina. 

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