Idee e soluzioni non solo nelle grandi città. Format ibridi e innovativi da Milano alla Puglia

La ripresa dell’Hospitality: numeri, tendenze e progetti

Chiara Brivio, PPAN
23. luglio 2021
Four Seasons Hotel Milano, Patricia Urquiola

Una ripresa lenta ma tangibile, con aspettative positive per il 2022. Così il settore dell’hospitality in Italia inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel della pandemia. E a dirlo sono i dati: secondo il Rapporto 2021 sul mercato immobiliare alberghiero, redatto da Scenari Immobiliari in collaborazione con Castello Sgr, infatti, «è in corso una ripresa che dovrebbe portare a circa 300mila contratti nel 2021, e a un triplicarsi degli investimenti nei prossimi 3 anni, per raggiungere 3 miliardi di euro nel 2023». 

Una buona notizia per un comparto che ha visto una perdita di 90mila posti di lavoro e un calo del 68% nelle transazioni a causa della crisi sanitaria, e che dovrà essere in grado di sfruttare anche le ingenti risorse destinate al turismo incluse nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). E sempre secondo la ricerca, l’Italia rimane nel mirino degli investitori internazionali per gli immobili del segmento luxury, seconda solo alla Francia. Ma arrivano anche segnali di novità da parte del mercato, tra i quali la ricerca di una stagionalità più lunga, soprattutto nelle zone più a sud, e di soluzioni ibride nel campo degli aparthotel, anche se sempre di lusso. In quanto alle location più importanti, rimangono in cima alla classifica le ‘big four’, ossia Milano, Roma, Venezia e Firenze, nonostante stia crescendo l’interesse verso le città medie e del Mezzogiorno, come Palermo, Lecce e Napoli. 

A dispetto delle continue incertezze sull’andamento della pandemia da Covid 19, la fiducia degli investitori rimane alta per il prossimo futuro. Da Nord a Sud, ecco una breve carrellata dei nuovi hotel di cui si potrà godere quest’estate, Green pass permettendo. 

Milano Verticale, Asti Architetti

Milano protagonista del mercato. Tra le nuove aperture, il gruppo UNA ha inaugurato a maggio, anche se in sordina causa pandemia, il nuovo hotel Milano Verticale, nella zona di Porta Nuova. Un progetto di recupero architettonico dell’edificio preesistente che ha visto Asti Architetti firmare la ristrutturazione delle facciate della torre di 12 piani, mentre interior, decoration, landscape everde sono opera dello studio Vudafieri-Saverino Partners. Un totale di 173 camere distribuite sui 12 piani, ai quali si aggiunge il rooftop di 530 metri quadri al 13esimo, e 4 Penthouse Suite per nuovo format multi-uso, che mira a combinare il concept di hotel urbano con una destinazione food & beverage, un luogo di incontro per il lavoro, un hub di servizi innovativi.

Sempre nel capoluogo lombardo, è il Four Seasons ad aver recentemente riaperto i battenti dopo un intervento di restyling a firma dall’architetta Patricia Urquiola, impegnata anche nei progetti per il Ca’ di Dio a Venezia (committente Alpitour) e per il gruppo Six Senses a Roma, all’interno di Palazzo Salviati Cesi Mellini, in Piazza San Marcello, a breve distanza dalla Fontana di Trevi e dal Pantheon. A Milano, sono state la lobby, il ristorante Zelo e il bar Stilla ad essere interessati dalla mano della designer, che ha scelto colori chiari e neutri a fare da contraltare agli affreschi originali dell’ex convento che ospita l’hotel. «La sfida è stata quella di reinterpretare un luogo-statement della città in chiave contemporanea, ponendo, allo stesso tempo, l’accento sul passato e sulle origini del palazzo, di cui rimangono tuttora gli affreschi e il chiostro centrale» ha spiegato la Urquiola a proposito del progetto. Affidato all’architetto paesaggista e agronomo Flavio Pollano il rifacimento del giardino interno.

The Place, Firenze. Luigi Fragola

E maggio è stato un mese di riaperture anche a Firenze, con l’inaugurazione di The Place, già J.K. The Place, di proprietà della famiglia Babini, dopo un’operazione di rebranding che ha coinvolto anche il restyling degli interni da parte di Luigi Fragola Architects. Un progetto che nelle scelte cromatiche, materiche, e fino agli arredi, si ispira alla chiesa di Santa Maria Novella del Leon Battista Alberti, sulla cui piazza la struttura si affaccia. Uno stile classico ma contemporaneo, come era stata allora l’opera dell’architetto fiorentino, che mira, con i suoi elementi di novità, a sorprendere (ma non a spaesare), i clienti che vi ritornano dopo l’intervento di ristrutturazione. L’architettura e gli spazi infatti non sono stati modificati. E da febbraio 2022 avrà inizio anche il restyling delle 20 camere di questo boutique hotel.

Nemmeno la Capitale è rimasta a guardare. Nel Rione Monti, Hilton, uno dei brand sinonimo del lusso, ha inaugurato lo scorso aprile la sua prima struttura romana sotto il marchio DoubleTree. Si tratta di un progetto di riutilizzo adattivo di due edifici preesistenti collegati tra loro – il Commodor Hotel e la sede della Reale Immobili, proprietaria di entrambi i building – curato dallo studio locale Gabriele Masina, con l’interior design affidato a Thdp di Manuela Mannino. Un 4 stelle con 133 camere suddivise su 7 piani e con una terrazza panoramica sulla Città Eterna, gestito da HNH Hospitality, per il quale lo studio aveva realizzato anche l’Indigo Hotel di Sant’Elena a Venezia. Un nuovo spazio di aggregazione contemporaneo, per una struttura in dialogo con la città.

Milano Verticale, Vudafieri Saverino Partners. Foto di Santi Caleca

Tra le altre novità del Mezzogiorno, c’è fermento anche in Sicilia. A Noto, ad esempio è stato lo studio locale Corrado Papa Architetto, in collaborazione con l’architetto genovese Simone Paoletti, a firmare il restauro e la ristrutturazione edilizia de Il San Corrado di Noto, luxury hotel ricavato dall’antica masseria di proprietà del principe Nicolaci e recentemente acquisito dal marchio Relais&Chateaux. Un antico luogo di lavoro i cui volumi sono stati preservati, come lo stile tradizionale siciliano, e da dove sono state ricavate 26 suite e 8 ville, quest’ultime con un patio di 250 mq e piscina privata ciascuna, immerse nella valle di Noto. 

Ospitalità autentica, unicità del territorio, tradizione e grande apertura verso l’innovazione. Questo è l’identikit che fa della Puglia una “new destination” per i grandi operatori internazionali. Marchi come Rocco Forte e Four Season hanno scelto questa regione per i loro nuovi alberghi. E le ultime acquisizioni ne sono una conferma, com’è quella che lega il nome del gruppo Belmond alla Masseria Le Taverne di Ostuni, struttura del XVI/XVII secolo, di proprietà della famiglia di Giovanni Veronesi. Siamo nella valle degli uliveti secolari, patrimonio dell’Unesco e il nuovo format dell’hotellerie di lusso prenderà vita in un sito di 25 ettari, dove si trova anche una cava di tufo di due ettari. Nella masseria saranno ricavate 35-40 camere, con un concept che nella linea Lvmh andrà a privilegiare le contaminazioni e la sperimentazione tra valenze del territorio, cultura e hospitality.

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