A Riccione l’appuntamento dedicato allo studio sull'urbanizzazione lungo la dorsale

Una summer school per ripensare a una nuova Via della Seta adriatica

Francesca Fradelloni, PPAN
14. aprile 2021
Adriatica – Local structures for a new world order. Immagini per cortesia di Marco Vannucci

Presto un epocale masterplan geostrategico metterà in risalto il ruolo della regione adriatica, le coste, le reti e i suoi porti. Tutto questo per effetto di un massiccio progetto commerciale e infrastrutturale che mira a collegare la Cina all'Europa. Una via della seta marittima che prenderà forma tramite una serie di progetti volti a costruire un network di porti e infrastrutture che permetterà di connettere la Cina al Sud-est asiatico, all’Africa orientale e al Mediterraneo. Una vecchia storia, se si pensa a Venezia. 

Seminari, un simposio, dibattiti e una mostra ne discuteranno, per poi sviluppare, le visioni sul futuro dell'urbanizzazione lungo la dorsale adriatica. Prende il via dal 5 al 24 luglio nel Palazzo del turismo di Riccione, con questo obiettivo (ma non solo) la prima summer school, dal nome “Adriatica – Local structures for a new world order”, dedicata allo studio delle città adriatiche, organizzato dall’Architectural Association Visiting School di Londra. Una masterclass destinata a 20 partecipanti selezionati e un percorso espositivo per la divulgazione degli argomenti trattati. Non tutto rimarrà chiuso dentro le mura dello studio e della ricerca, ma una parte delle riflessioni verranno restituite anche alla cittadinanza. 

Oggi, più di due terzi del valore commerciale tra l'Unione europea e la Cina passa per mare. Nel prossimo futuro il governo cinese prevede di attivare una linea ferroviaria veloce dall'Estremo Oriente al Nord Adriatico, un'infrastruttura strategica per raggiungere le parti interne del Vecchio Continente (cioè la Germania). Adriatica lavorerà come un “think tank” per studiare l'evoluzione della condizione urbana costiera della città adriatica: il suo passato, la sua condizione presente e le potenzialità future.
 

Adriatica – Local structures for a new world order. Immagini per cortesia di Marco Vannucci

L’urbanizzazione lungo il Mare Adriatico settentrionale, attraverso il Veneto, l’Emilia-Romagna, le Marche e l’Abruzzo rappresenta un laboratorio unico, e troppo spesso trascurato, per studiare l’evoluzione della città europea contemporanea. La città adriatica è cresciuta e continua a crescere sotto la pressione delle forze sociali, tecnologiche ed economiche. «Abbiamo deciso di sviluppare il primo studio completo e, dove possibile, di elaborare una teoria urbana che descriva questo vasto territorio che si sviluppa lungo il mare Adriatico», racconta Marco Vanucci (architetto e fondatore di Opensystems Architecture), uno degli organizzatori, e docente, insieme a Manuel Orazi (storico dell’architettura e professore all’Università di Ferrara).

Ogni anno, per tre anni, la Visiting school si concentrerà su un aspetto specifico che caratterizza la città adriatica. Si studierà la condizione esistente, la sua struttura sociale ed economica, nonché la sua pianificazione, i tipi e gli archetipi urbani. Si guarderà al turismo, all’ospitalità e al tempo libero, a come si è trasformata nel tempo la città adriatica e come può evolversi e trasformarsi in futuro. Si analizzerà l’industria (manifattura, servizi, agricoltura). Il modo in cui ha trasformato la campagna e come può aiutare a spingere l’economia di queste aree nel XXI secolo. Si guarderà anche all’abitazione e come trasformare e riutilizzare in modo adattivo il patrimonio edilizio esistente e pianificarne la crescita.Il corpo di ricerca sviluppato durante la Visiting school confluirà nella prima pubblicazione completa sulla città adriatica. 

Adriatica – Local structures for a new world order. Immagini per cortesia di Marco Vannucci

«Il progetto è ambizioso e ha davanti altre due edizioni - spiega Vanucci - il tema è vasto e vuole anche essere un modo per aprire gli orizzonti. L’ambizione è raccontare un territorio, ma sarà interessante anche capire quale sarà l’elaborazione delle nuove generazioni. Gli studenti, infatti, dovranno sviluppare dei progetti che catturino lo spirito della città adriatica e lanciare delle provocazioni, nuove idee per ripensare questi ambienti. Il bacino internazionale della scuola sarà un’iniezione di internalizzazione importante, per una nuova rotta e ragionare su questi luoghi come luoghi di nuovi incontri tra storie diverse e culture identitarie». Sarà anche un modo, partendo dall’architettura, per guardare con altri occhi. 

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