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L’aria come materiale per la progettazione

Fabrizio Di Ernesto, PPAN
15. novembre 2022
Earth station Crown © Amdl circle

Sensazioni, suoni e odori entrano a pieno titolo tra i driver e nelle soluzioni della progettazione.

Tante le strutture costruite con, grazie o attorno all’aria, ad esempio le Earth stations, progettate dallo studio Amdl circle, oppure il bivacco Fanton, di Demogo studio architettura. Le prime sono piccoli pensatoi, serre, palchi e padiglioni collaterali all’abitare che possono, con il tempo, ritornare humus; facili da costruire in legno e servono non solo a mettere le persone in sintonia tra loro ma soprattutto con l’ambiente; il secondo invece è un guscio protettivo in quota. Qui l’aria viene utilizzata per trasmettere sensazioni attraverso i sensi. Suoni, odori e percezioni vengono diffusi in modo immateriale realizzando quasi una dimensione onirica all’interno del progetto.

Earth station Terracotta © Amdl circle

«L’aria è speciale, è il tramite per spostare le parole, i profumi – spiega Angelo Micheli, direttore di Amdl circle, che continua – un progetto in cui abbiamo utilizzato l’aria come materiale è quello per il Palco della musica per il festival di Stresa. Qui avevamo la necessità di non chiudere la struttura per avere un luogo in cui seguire eventi rimanendo all’aperto»; questo uso della materia è stato poi ripreso in un altro intervento dello studio milanese guidato da Michele De Lucchi, quello per il Museo Pietà Rondanini Michelangelo nel Castello Sforzesco nel 2015. Qui l’interesse si è concentrato sull’olfatto; la volontà di Amdl circle, sottolinea ancora Micheli, «non era semplicemente quella di spostare la scultura o realizzare l’allestimento, ma progettare insieme a Michelangelo un luogo dove mettere la statua. Abbiamo provato ad immaginare gli odori che potevano essere nel suo laboratorio e come fosse illuminato grazie alle candele; qui i profumi sono trasmessi attraverso l’aria».

Palco della musica © Amdl circle

Utilizzare un elemento così particolare ovviamente comporta delle difficoltà ma anche delle opportunità spingendo ad «una riflessione su quanto è fragile in architettura, ha una consistenza difficile da misurare», sottolinea Simone Gobbo di Demogo studio d’architettura, che ha approfondito il discorso sul bivacco Fanton che «rappresenta l’atmosfera che si vive in un momento preciso. C’è il tema dell’esperienza e della percezione» ed ha ricordato un altro progetto per un’installazione al Maxxi di Roma, che conteneva il suono del vento in alta quota registrato per alcune notti ed utilizzato per riprodurre l’ambiente in cui la struttura è stata realizzata perché «i nostri sensi sono strumenti di percezione ma anche di architettura. Questa è una dimensione tutta italiana, lavorare con l’onirico su ciò che produce un paesaggio».

Bivacco Fanton, progetto di Demogo © Iwan Baan 

Per Micheli bisogna tener presente che: «L’architettura fa parte del paesaggio ma da sola non serve. Prima di progettare il nuovo dobbiamo chiederci se davvero sia opportuno o no», mentre per Gobbo «è difficile capire cosa è necessario e cosa non lo è. Bisogna registrare la contemporaneità che cambia continuamente».

Per la rubrica Italian Architects e i materiali si segnalano

·      Bambu

·      Pietra, legno, carta e lana

·      Paglia

·      Legno

·      Compensato strutturale

.      Ceramica

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