Ingegneria sperimentale con Nervi. La Getty Foundation finanzia la ricerca del Politecnico di Torino

Paola Pierotti, PPAN
22. luglio 2019
Vista interna di un padiglione del complesso fieristico di Torino. Foto di Fabio Oggero

C’è un’opera italiana tra quelle selezionate nel 2019 dalla Getty Foundation di Los Angeles per entrare nel programma Keeping It Modern dedicato all’architettura mondiale del XX secolo

Si tratta del progetto Torino Esposizioni, il complesso fieristico progettato da Pier Luigi Nervi tra il 1947 e il 1954, per il quale il Politecnico di Torino si è appena aggiudicato un finanziamento di 200mila dollari per lavorare su un progetto di ricerca dedicato alla conservazione e al monitoraggio strutturale dei saloni del complesso.

Nelle ultime edizioni sono state scelte altre opere italiane. Nel 2018 erano state selezionate l’Università degli Studi La Sapienza, la Scuola di Matematica di Gio Ponti (1935) e l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, i collegi universitari di Giancarlo De Carlo (1962-1983). L’anno prima, nel 2017, un’altra opera di Pier Luigi e Antonio Nervi, lo stadio Flaminio di Roma (1959) progettato per le Olimpiadi del 1960. Architetture italiane d’autore che si vanno ad unire ad altre progettate da grandi nomi dell’architettura moderna come Eero Saarinen con l’arco realizzato a Saint Louis nel Missouri o Louis Kahn in California con il Salk Institute, per citare a titolo di esempio due opere della selezione 2018. Tra i progetti selezionati dal programma Keeping it Modern nel 2017 figuravano anche il Museu de Arte di São Paulo di Lina Bo Bardi, il Museo del Governo di Chandigarh di Le Corbusier, il Yoyogi National Gymnasium a Tokyo di Kenzo Tange, la Casa Melnikov a Mosca e la sede del Bauhaus di Dessau di Walter Gropius.

Dal 2014 la fondazione americana sceglie e finanzia progetti di conservazione di edifici iconici del XX secolo, con lo scopo di elaborare modelli di recupero per l’architettura contemporanea.

Vista interna di un padiglione del complesso fieristico di Torino. Foto di Fabio Oggero

Pier Luigi Nervi è stato un ingegnere creativo che ha allargato i confini del cemento armato con innovazioni audaci ed espressive, e la costruzione di Torino Esposizioni gli ha offerto la prima opportunità di unire in un progetto su larga scala la sua personale tecnica del ferrocemento con l’impiego estensivo di elementi prefabbricati, ottenendo un risultato estetico straordinario, e consacrando il complesso come una delle architetture strutturali più celebri del XX secolo. Progettato originariamente per ospitare il Salone Internazionale dell'Automobile, Torino Esposizioni è stato utilizzato per varie mostre ed eventi, tra cui i Giochi olimpici invernali del 2006, ed è stato poi abbandonato. 

Stadio Flaminio, Roma. Foto di Pier Luigi Nervi Project Association

Oggi il complesso è al centro di un importante progetto di restauro e rifunzionalizzazione e il grant di circa 200mila dollari arriva a seguito di un lavoro multidisciplinare che vede impegnati ricercatori italiani, europei e statunitensi guidati dal Politecnico di Torino e coordinati dal professor Rosario Ceravolo. Collaborano al progetto anche lo Iuav di Venezia, la University of Miami e Buzzi-Unicem, e il lavoro di ricerca si svolgerà di concerto con la Città di Torino, Scr Piemonte stazione unica appaltante incaricata di gestire gli interventi sull'opera finanziati con i residui dei fondi olimpici 2006, oltre alla Pier Luigi Nervi Project associazione presieduta da 

Ingegneria sperimentale con Nervi. La Getty Foundation finanzia la ricerca del Politecnico di Torino  che dal 2008 si occupa della tutela delle opere dell’ingegnere. Il risultato dei vari gruppi di ricerca sarà la stesura delle linee guida per una corretta conservazione del complesso.

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