Una mappa del contemporaneo: 36 opere selezionate dall’Inarch regionale

Case, musei e parchi in Sardegna. Un viaggio alla scoperta della qualità emergente

Paola Pierotti, PPAN
18. giugno 2019
Stazzo d’Aldia a Lu Impostu (San Teodoro, Ot) progettata da Altromodo

Qualità emergente. Non è questione di età dei professionisti né di localizzazione, né di volumetria delle opere. L’Inarch Sardegna ha raccolto in una mostra all’EXMA di Cagliari (21-23 giugno 2019) 36 opere che raccontano la produzione degli ultimi vent’anni nella regione, un progetto di ricerca pluriennale che seleziona architetture di particolare rilievo capaci di raccontare il rapporto tra contemporaneo e esistente, di relazionarsi con il paesaggio e di offrire nuovi spazi per la cultura e il tempo libero. 

La selezione è stata curata da una giuria indipendente formata dagli architetti Gianandrea Barreca di Barreca & La Varra di Milano, da Andrea de Eccher dello studio Op Architetti Associati di Venezia, autore a Cagliari dei progetti del Lazzaretto e della MEM, e da Mosè Ricci, docente ordinario di composizione architettonica all’Università di Trento. Alla base dell’indagine le candidature pervenute in seguito ad una serie di inviti aperti pubblicati a partire dal 2006.

Nel repertorio di opere di qualità realizzate recentemente in Sardegna sono numerose le residenze: piccoli innesti inseriti nel paesaggio caratterizzato dalla macchia mediterranea, con lagune e coste frastagliate, case che si relazionano con la tradizione di costruzioni rurali elementari, riqualificazioni e ampliamenti di immobili esistenti.

Progetto di ALO architettura a Carloforte

Per chi fosse prossimo ad un viaggio estivo in Sardegna si segnalano alcune chicche da evidenziare sulla mappa. Lo Stazzo d’Aldia a Lu Impostu (San Teodoro, Ot): una casa in pietra progettata da Altromodo, composta da una sequenza lineare di stanze, ciascuna aperta sull'esterno, separata da muri chiusi e con un tetto a falde, un’abitazione di 160 mq con vista sulla Cinta. A Carloforte ALO architettura si è confrontato con la produzione non-standard, tenendo insieme fabbricazione digitale e industrializzazione con elementi customizzati in legno per intervenire in una residenza estiva di inizio ‘900, nel centro storico. In questo caso il recupero ha liberato la pianta permettendo alla luce naturale di esaltare la trama di travi dell’impalcato in legno riportato in vista. 

Tra gli altri progetti anche il restauro di una casa barbaricina a Gavoi, in provincia di Nuoro, firmato da Salvatore Daga e Fabrizia Sanna, tra i vincitori del Premio Sirica proprio con la rifunzionalizzazione e la contestuale salvaguardia di questo fabbricato della fine dell’Ottocento. L’edificio è edificato su una roccia affiorante che rappresenta, per gran parte della muratura, la struttura di fondazione. L’operazione si distingue per la valorizzazione di quegli elementi dell’architettura che sono il risultato delle buone pratiche delle maestranze barbaricine, affiancando a questa azione la reinterpretazione delle architetture del luogo, arricchite da soluzioni che seguono i principi dell’architettura sostenibile.

Nell’atlante dell’Inarch Sardegna non mancano micro-architetture come la fermata dell’autobus, Incorniciando il paesaggio, progettata da Davide Fancello e realizzata a Dorgali (Nu).

Parco paleobotanico dell’Anglona, progetto di Salvatore Altana, Domenico Bianco, Giovanni Maciocco

Di particolare interesse il Parco paleobotanico dell’Anglona (progettato da Salvatore Altana, Domenico Bianco, Giovanni Maciocco) per le amministrazioni di Martis, Bulzi, Laerru e Perfugas, che di comune accordo hanno dato il via nel 2005 ai lavori per un parco unitario che ha meritato anche il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010-2011, selezione italiana. Obiettivo comune degli enti era la promozione turistica e la valorizzazione del territorio in un ottica di sviluppo locale sostenibile e la valorizzazione dell'area della foresta pietrificata di Carrucana. È stato realizzato un sistema di gallerie in punti strategici panoramici, o significativi per i ritrovamenti dei fossili, creando così un sistema museale diffuso (museo paleontologico, museo archeologico, centro didattico di coordinamento del parco..) che trova sede in ciascun centro abitato e che costituisce il punto d'accesso al Parco.

Progetto in primo piano

Henning Larsen

French International School

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