Edificio per uffici con un concept innovativo per Generali. Architettura complementare al sistema delle tre torri

A Citylife arriva BIG, secondo tassello italiano dopo San Pellegrino Terme

Paola Pierotti, PPAN
19. novembre 2019
Render di progetto, © BIG

«Piuttosto che competere con il sistema esistente delle verticali di Citylife, abbiamo proposto di completare il tessuto urbano formando un nuovo portale per il quartiere. Un edificio-ponte che collegherà le due strutture e creerà un nuovo spazio pubblico ombreggiato e riparato, per la vita quotidiana della città». Bjarke Ingels, socio fondatore e direttore creativo di BIG è intervenuto alla presentazione del nuovo progetto scelto da Citylife e Generali per l’asse Domodossola. 

Doveva essere la “quarta torre” di Citylife e il concept è stata una sorpresa: due edifici, uniti da una copertura a portico che, incorniciando le tre torri esistenti, definirà un nuovo portale di accesso a CityLife da nord, attraverso un’estesa area verde che andrà ad arricchire ulteriormente la vivibilità del quartiere e costituirà un nuovo elemento di restituzione alla città di Milano.

Render di progetto, © BIG

La soluzione BIG - Bjarke Ingels Group è stata scelta a seguito di una gara internazionale fra importanti studi di progettazione e architettura. «Abbiamo fatto un po’ fatica a decidere tra sei bellissime proposte progettuali, ma pensiamo di aver scelto un bel progetto, equilibrato, moderno e complementare al resto del compendio CityLife. Abbiamo ora l’opportunità – ha dichiarato Aldo Mazzocco, Amministratore Delegato di Generali Real Estate e Presidente di CityLife – di realizzare un altro edificio di grande qualità immobiliare da inserire nel nostro portafoglio europeo e globale di core assets altamente sostenibili, che già ci vede presenti nelle più importanti città del mondo».

Il nuovo building si svilupperà su una superficie di 53.500 metri quadri, per una lunghezza di oltre 200 metri, con una caratteristica struttura a portico che nel suo punto più stretto avrà una larghezza di 18 metri. I piani dell’edificio, con soffitti alti 3 metri per consentire l’accesso di una grande quantità di luce naturale grazie ad una facciata continua, caratterizzata da trasparenza e luminosità, si affacceranno sia sulla città che su due ampi cortili privati. Nella parte più alta, gli edifici saranno infine completati da terrazze a cascata adibite a spazi polifunzionali con uno spettacolare panorama. Il nuovo progetto è pensato per le persone, crea una interconnessione tra gli spazi privati e quelli pubblici. L’intervento architettonico è stato pensato per essere permeabile e integrarsi appieno nel quartiere, partendo dallo spazio e dal contesto esistente. 

Render di progetto, © BIG

Il building sarà destinato ad uso uffici: a valle del progetto esecutivo, il cantiere inizierà nel corso del 2021 e si stima che i lavori si concluderanno nel 2023.

«Il sito ha offerto l'opportunità di esplorare una nuova tipologia che collega l'area della vita cittadina al tessuto urbano circostante. Proponiamo un progetto che è al contempo basso e alto» ha commentato Andreas Klok Pedersen, Partner and Design Director di BIG London.

Seconda opera di BIG - Bjarke Ingels Group in Italia dopo San Pellegrino Terme, per un landmark in uno dei principali business district europei. I local architects per entrambe le opere sono gli architetti dello studio milanese Atelier verticale. Giulio Rigoni, project architect del progetto SPFF e referente per l’Italia dello studio BIG, ha commentato «Milano è la realtà urbana che in questo momento sta trainando l’Italia migliore – nella cultura, nel design, nel business, nella sostenibilità. La più dinamica del Paese, l’unica capace di trattenere o addirittura richiamare i nostri talenti da tutto il mondo. BIG – ha aggiunto Rigoni – ha profondo rispetto del patrimonio storico e ambientale, ma non ha timore di sfidarlo, di migliorarlo perché da esso nasce ogni sua visione. La liaison tra Bjarke e l’Italia è iniziata più di 10 anni fa con la prima pubblicazione di un progetto BIG su Domus e si sta ora concretizzando».

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