Architetti e costruttori in campo. L’Ordine di Torino a sostegno del proprio territorio

Italia alla 30esima edizione del Mipim di Cannes, temi e protagonisti

Paola Pierotti, PPAN
19. marzo 2019
Mipim 2019 - Foto di S. D'Halloy - Image & Co

Tra i Mipim Awards, doppietta per l’Italia con due premi assegnati rispettivamente al Nuovo Club Med Cefalù progettato dai romani King Roselli con Sophie Jacqmin che ha vinto per la categoria “best hotel & tourism resort”, e al The Student Hotel Florence Lavagnini a Firenze sviluppato da Inso e firmato da Archea Associati che ha vinto come “best mixed-use development”. Si è fatta spazio anche l’architettura italiana nell’evento internazionale che è diventato ormai un appuntamento fisso per il mondo del real estate, facendo incontrare rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, progettisti, costruttori e aziende, per raccontarsi al mondo. 

Mipim Awards ceremony - Best mixed-use development - The Student Hotel Florence Lavagnini - Firenze, Itala. Foto di S. D'Halloy - Image & Co

Se già da anni Paesi come la Germania e la Francia dedicano uno spazio per raccontare l’architettura firmata dai propri professionisti, come fa anche il Riba nell’ambito del padiglione dedicato a Londra, per la prima volta quest’anno un ordine professionale, quello degli Architetti di Torino, ha scelto per presentarsi in questa vetrina internazionale. “Abbiamo partecipato per la prima volta al MIPIM quest'anno. Abbiamo investito – racconta Massimo Giuntoli, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Torino – per far conoscere le capacità dei progettisti torinesi, ma anche e soprattutto per affiancare la Città di Torino, la Città Metropolitana e la Regione Piemonte nella promozione del nostro territorio. La situazione occupazionale e produttiva di Torino e del Piemonte è complicata: negli ultimi 10 anni si sono persi 18mila aziende e 40mila posti di lavoro. È necessario invertire la rotta. Torino deve diventare una città internazionale, capace di competere con le grandi metropoli di tutto il mondo nell’attrattività di risorse economiche, talenti, cittadini. Ci sono tanti asset che possono essere utilizzati: la qualità della vita, la bellezza architettonica, le competenze manifatturiere, la collocazione geografica come porta per la Francia. Bisogna sfruttarle e valorizzarle. Bisogna fare marketing e il MIPIM è un’occasione importante. Torino deve essere venduta non per quello che è ma per quello che può diventare”.

Mipim Awards ceremony  - Best Hotel & tourism resort - Club Med Cefalù, Cefalù (Pa), Italia. Foto di S. D'Halloy - Image & Co

Conoscere in che modo i processi di rigenerazione urbana sono gestiti in altri contesti, le opportunità per gli architetti e le modalità con cui gli altri ordini professionali operano sui territori di riferimento per valorizzare la figura dell'architetto e la qualità dell'architettura. Cannes è anche questo. “Purtroppo c'è ancora molto da fare in tema di promozione territoriale; il confronto tra l'Italia, ad eccezione di Milano, e le grandi città europee è scoraggiante. Le dimensioni degli stand, le fotografie, i video, i plastici – commenta Giuntoli – mostrano una ridotta attenzione per la promozione a livello internazionale. Sappiamo invece (e nei giorni al Mipim è stato ripetuto ampiamente) che il privato investe dove c'è una regia pubblica forte con una chiara indicazione politica e di visione sul lungo periodo”.

Mipim 2019. Foto di S. D'Halloy - Image & Co

Ci provano i sindaci e le città a comunicare un’altra Italia. L’ha fatto Marco Bucci, sindaco di Genova annunciando l’operazione volta alla riconversione turistica dell’Hennebique, l’ex silos granaio nel cuore del porto. Bucci ha fatto riferimento anche ad un piano per l’area al di sotto del Morandi, con un memoriale da fare per ricordare le 43 vittime. È intervenuto tra gli altri anche Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica del Comune di Milano, ricordando la riconversione degli ex scali milanesi e il Piano che guarda a Milano 2030, ma anche Luca Montuori, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, che ha elencato le tre strategie di una capitale che traguarda il futuro con il ripensamento dell’anello ferroviario, il rilancio del litorale romano e i nuovi modi di vivere che prevedono anche modelli sperimentali di housing sociale. 

Se Maran si è posto come obiettivo quello di ragionare sulla città metropolitana, Montuori guarda con attenzione al tema delle infrastrutture e della popolazione più giovane, in particolare al potenziale offerto dagli studenti. Torino punta tutto sul mix tra turismo e università, industria e ricerca, Firenze annuncia che nei prossimi dieci anni potrà essere una città senz’auto. 

Mipim 2019. Foto di V. Desjardins / Image & Co

Milano nel panorama nazionale continua a distinguersi sia per i progetti che come target imprenditoriale. Spazio al racconto del progetto di MIND per il riuso dell’area Expo Milano 2015 con l’esperienza di Lendlease e la firma di Carlo Ratti Associati ma anche alle considerazioni di Manfredi Catella, ceo di Coima sgr, che al pubblico di Cannes ha ricordato che “le città sono le infrastrutture più importanti nell’economia del mondo. Siamo consumatori – ha dichiarato – e via via cambierà il modo con cui si chiedono i prodotti: nei prossimi 10 anni i developer dovranno fortemente interagire con chi si occupa della realizzazione dei prodotti. Dobbiamo avere un approccio più industriale. Bisogna essere pronti e attrezzati per affrontare la fase immobiliare del prossimo futuro. L’Italia è sostanzialmente un paese obsoleto in termini di prodotto, ma ci sono grandi opportunità, bisogna integrare le expertise e fare vera innovazione”. 

Sul tema della rigenerazione urbana convergono sia i costruttori con l’Ance che Assoimmobiliare, e lo stesso Carlo Ratti sintetizza in pochi punti come passare da un manifesto ideale ai fatti: niente operazioni di greenfield, investimento sulla tecnologia e innovazione nell’offerta di prodotti e servizi, perché il vecchio non si vende.

 Mipim 2019. Foto di S. D'Halloy - Image & Co

Fare e fare bene. Da Bergamo a Capri, i progetti promossi dall’associazione nazionale dei costruttori. “Bergamo: la città del futuro”, è stato ad esempio presentato al Mipim dal gruppo Vitali spa: l’intervento consiste nella riqualificazione e nel rilancio di un’area di oltre un milione di mq nella zona dello scalo ferroviario. Il masterplan prevede, tra l’altro, la ricucitura della zona con le aree rurali attraverso innesti di verde e parchi urbani, l’insediamento di servizi, poli commerciali e scolastici, nuove residenze. Grande attenzione anche al miglioramento della mobilità cittadina, con connessioni più rapide e efficaci tra i diversi assi di trasporto presenti. La nuova Porta sud della Stazione Alta Velocità di Brescia è frutto della rivitalizzazione di un’area industriale dismessa favorendo lo sviluppo urbanistico cittadino. L’intervento, presentato al Mipim dall’impresa Pavoni spa di Brescia, prevede il miglioramento dell’intermodalità e dell’accessibilità allo scalo ferroviario dalla periferia della città, oltre che dai grandi assi autostradali. Previste anche superfici per attività residenziali, commerciali e ricettive. Natura, paesaggi suggestivi, tranquillità sono invece i punti di forza della location “Villa Pina di Talamona”, il complesso immobiliare nel Comune di Capri presentato dal gruppo Dedalo Sgi. Si tratta di un’area di oltre 4.300 mq, costituita da due corpi principali: la villa padronale, risalente agli anni ’30, e 5 padiglioni tra monolocali e mini-appartamenti della fine degli anni ’60, con ristorante, cucina, hall di ingresso, piscina e solarium, tutti destinati all’attività ricettiva. Investire nel progetto di riqualificazione dell’intera proprietà, nella quale il Club Mediterranèe allestì uno dei suoi primi villaggi, risulta particolarmente appetibile sia nel breve che nel medio-lungo termine. Prezzo di cessione del complesso: 6 milioni di euro; felice combinazione tra investimento immobiliare puro e investimento imprenditoriale, con rendimenti e prospettive garantite da una delle mete turistiche più glamour a livello internazionale, capace di attrarre oltre 3 milioni di visitatori all’anno.

Sempre dal Sud una residenza per anziani in un edificio storico, dotata di tutti i confort e immersa nel verde, con vista panoramica sul golfo di Napoli. Sono le caratteristiche dell’intervento edilizio “Rsa Sant’Alfonso”, secondo progetto presentato al Mipim dallo stesso gruppo Dedalo Sgi, per un valore di circa 8,5 milioni. Il complesso, che ha una superficie di circa 3500 mq e un’area verde di 15mila, da destinare a parco agricolo e verde attrezzato, ha una capacità insediativa pari a 200 posti letto. In questo caso i progetto non prevede  interventi strutturali, ma un riassetto distributivo-funzionale degli spazi e il recupero, tra l’altro, di una cappella interna all’edificio da destinare a un uso polivalente.

Articoli relazionati

Altri articoli in questa categoria