Al museo di Roma anche il premio co-firmato con Triennale

Novità per l’architettura del Maxxi: Lan firma l’ampliamento

Paola Pierotti, PPAN
18. junio 2022
Progetto del team vincitore guidato dallo studio italo-francese Lan, con Scape Architecture, Sna, Bollinger + Grohmann Ingegneria, Franck Boutté Consultants, Bureau Bas Smets, Folia Consulenze.

Gli altri premi sono andati ad Atelier Remoto, studio di architettura nato nel 2014, fondato da Valentina Merz e Lara Monacelli Bani, che hanno vinto il premio miglior giovane progettista con Dandalò, l'installazione vincitrice della prima edizione Nxt Maxxi L’Aquila mentre il premio alla carriera è andato ad Andrea Branzi. 

Ma il museo di Roma ha svelato anche il progetto che andrà a concretizzare un importante tassello del cosiddetto Grande MAXXI.

Premio Italiano di Architettura, il vincitore MoDusArchitects con il progetto di ristrutturazione e ampliamento dell'Accademia Cusanus. Ph. ©Gustav Willeit

Il gruppo di progettazione guidato dallo studio italo-francese Lan si è classificato al primo posto del concorso internazionale di idee indetto dal Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, per la realizzazione di un nuovo edificio sostenibile e multifunzionale (Maxxi hub) e di un sistema di verde pubblico attrezzato (Maxxi green) in un’area di pertinenza del museo lungo l’asse di via Masaccio.

Con Lan, i coautori del progetto sono Scape Architecture, Sna, Bollinger + Grohmann Ingegneria, Franck Boutté Consultants, Bureau Bas Smets, Folia Consulenze.

Il concept. Un nuovo “parco urbano” frutto di un dialogo diretto tra architettura, natura e paesaggio porterà alla realizzazione di un edificio semplice nella sua configurazione volumetrica, sintetico nei materiali costruttivi che lo caratterizzano.

«La geometria delle facciate si collegherà idealmente alla trama compositiva della vicina palazzina degli uffici, della quale rilegge modanature e linguaggio. Si evidenzia così una orditura sofisticata di trama e ordito – spiegano i progettisti – una metrica di elementi orizzontali e verticali in cemento levigato tinto nella massa leggermente rosato, che contiene le ampie finestrature e le strutture costruttive che si elevano fino a concludere il piano di copertura dove un compluvium riflettente definisce lo spazio del giardino pensile».

Il sistema del verde è pensato come una sorta di “contenitore” per gli edifici esistenti, con un progetto attento alle caratteristiche fisiologiche di sostenibilità, facilità di gestione e qualità mediante azioni utili a regolare il microclima, ridurre le temperature e l’inquinamento atmosferico.

Progetto del team vincitore guidato dallo studio italo-francese Lan, con Scape Architecture, Sna, Bollinger + Grohmann Ingegneria, Franck Boutté Consultants, Bureau Bas Smets, Folia Consulenze.

Short list. Seguono nella graduatoria dei primi cinque: il gruppo guidato dallo studio Vacuum Atelier (Italia), Resell + Nicca (Norvegia), Arquivio Architects (Spagna) e Galar-Velaz-Gil (Spagna).

Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali al gruppo multidisciplinare guidato dallo studio Gustav Düsing & Max Hacke e a quello guidato da Nicola Ragazzini.

«Siamo molto soddisfatti dell’esito del concorso per la grande partecipazione (103 progetti) e per la qualità delle proposte presentate che esplorano un ventaglio di soluzioni possibili per un tema solo apparentemente semplice. Ci convince molto il primo classificato – ha commentato Margherita Guccione, direttore scientifico del progetto Grande Maxxi – per il suo inserimento nell’articolato contesto dell’area e per la ben calibrata scrittura architettonica a tutte le scale del progetto».

La disponibilità del finanziamento di 20 milioni di euro da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili permette alla Fondazione di affidare la progettazione dell'edificio e del sistema del verde e confermare il timing previsto per l'intera opera, il cui completamento è previsto entro il 2026.

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