Le iniziative avviate dalle città di Milano e Prato. La musica a Città della Pieve e il design sulle Dolomiti

Forestazione urbana: attenzione al clima, creatività e contaminazione di discipline

Paola Pierotti, PPAN
21. julio 2020
Prato Urban Jungle. Sede di Consiag – Estra. Courtesy Stefano Boeri Architetti

Da Milano a Prato, passando per le Dolomiti post-Vaia e arrivando alla Foresta di Piegaro in Umbria. Si consolida nelle grandi città il tema della forestazione urbana che vede protagonisti partner pubblici e privati, uniti nell’intento di dare un contributo concreto alla grande battaglia contro i cambiamenti climatici e per la qualità dell’aria. Sfida che richiede coraggio, idee innovative e progetti ambiziosi.  

L’attenzione è alta anche nelle realtà minori e si concretizza in azioni di sensibilizzazione, progetti di design e iniziative che si distinguono sempre più spesso per la contaminazione tra le arti. Il tema è sotto i riflettori da tempo, a maggior se si considera che la FAO ha proclamato il 2020 come l’anno internazionale della salute delle piante.

Prato Urban Jungle. Edificio in viale Turchia. Courtesy Stefano Boeri Architetti

Milano. L’avanzamento del progetto Forestami è stato annunciato in occasione degli Stati Generali del Governo, con l’individuazione di 253 nuove aree green nel territorio della Città Metropolitana di Milano. «Per la forestazione urbana e periurbana – ha dichiarato Sergio Costa, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – il Governo si è già impegnato sia con l’approvazione della Legge Clima che con la revisione dei criteri ambientali minimi per gli acquisti della Pubblica amministrazione, che da quest’anno finalmente stabiliscono regole chiare per un verde che sia davvero sostenibile e di qualità. E su tutto questo saranno fondamentali le misure previste nel Green Deal e potenziate con il Recovery Plan».

Forestami è un progetto pilota per l’Italia nato su iniziativa di Comune e Città metropolitana di Milano, sulla base di una ricerca realizzata dal Politecnico grazie anche al sostegno di Fondazione Falck e FS Sistemi Urbani. A promuoverlo Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano, ERSAF e Fondazione di Comunità Milano. L’obiettivo è portare 3 milioni di nuovi alberi e arbusti nell’area metropolitana entro il 2030. «Forestami è un progetto in cui crediamo molto – ha spiegato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – ed è espressione della volontà concreta di affrontare la questione ambientale, per il benessere di tutti i cittadini e del territorio. Non c'è alcuna rivoluzione verde se non si dà avvio e se non si continua a sostenere fattivamente, anche con donazioni, iniziative come Forestami, in cui il settore pubblico e i privati lavorano insieme per rendere più vivibili, eque e sostenibili le nostre città. Dobbiamo puntare su piste ciclabili e servizi raggiungibili da casa a piedi in 15 minuti. Nel progettare la ripartenza dopo il lockdown, Milano ha dimostrato di poter proporre un nuovo modello di sviluppo urbano contemporaneo e sostenibile, di cui la forestazione urbana non può che essere elemento di snodo fondamentale».

Il piano, lanciato lo scorso 21 novembre in Triennale in occasione del World Forum on Urban Forests Milano Calling, passa da un costante lavoro di ricerca, a cura del Politecnico di Milano e del Comitato Tecnico, finalizzato all’individuazione di nuove aree della Città Metropolitana da destinare ai prossimi interventi di forestazione urbana. «Con ForestaMi la metropoli milanese anticipa un progetto nazionale di Forestazione Urbana – ha evidenziato Stefano Boeri, Presidente del Comitato Scientifico di Forestami – perché i boschi e i sistemi continui di alberature importanti al loro interno tutelano e favoriscono la biodiversità, ombreggiano le zone pubbliche evitando riscaldamenti eccessivi, puliscono l’aria assorbendo le polveri sottili, riducono la CO2. Ma non solo: gli alberi migliorano la qualità della vita e della salute pubblica».

In questa iniziativa verranno coinvolti anche i cittadini attraverso la campagna social #storiedialberi, finalizzata a condividere le storie che si raccontano attorno al verde del proprio territorio. I contributi saranno raccolti in vista del grande appuntamento del 21 novembre, ovvero la Giornata Nazionale degli Alberi, in occasione della quale ForestaMi mobiliterà tutte le community che si occupano di forestazione urbana a livello metropolitano e nazionale, per lanciare un appello affinché l’implementazione e la manutenzione del verde pubblico possano diventare una delle priorità nelle agende di tutti gli amministratori locali e nazionali. Sempre in vista della giornata nazionale degli alberi, a settembre, si terrà il primo “Forum ForestaMi” una giornata per raccogliere idee e proposte di tutti: cittadini, reti, associazioni no profit e aziende che hanno a cuore i temi del green e della sostenibilità.

Progetto internazionale Trace. Courtesy Margaritelli

Prato. Nella città toscana è partito in queste settimane il progetto Prato Urban Jungle che mira a ri-naturalizzare alcuni quartieri di Prato in modo sostenibile e socialmente inclusivo attraverso lo sviluppo di giungle urbane. Si partirà con tre progetti pilota: ambiti ad alta densità edilizia saranno riprogettati in chiave green sfruttando la capacità naturale delle piante di ridurre i livelli d'inquinamento, ripristinare il suolo e lo spazio alla fruizione della comunità e trasformare le aree marginali in veri e propri hub verdi. In campo ci sono Stefano Boeri Architetti e Pnat (Plant, Nature and Technology - di cui il neurobiologo Stefano Mancuso è co-fondatore), con i primi tre progetti che saranno realizzati in altrettanti quartieri. Si tratta di un insediamento di edilizia popolare, un sito in un’ex-area industriale da convertire e un edificio per uffici della multiutilies locale. In generale, anche nell’ambito di un programma europeo, si punta alla creazione di hub green in grado di costruire nuove isole verdi ad alta densità, strutture e aree di fruizione ambientale, sportiva, culturale e sociale.

In Umbria la Foresta di Piegaro, di proprietà della famiglia Margaritelli (nota anche per il brand di design Listone Giordano), è stata premiata con ADI Innovazione 2019 e nel 2017 ha vinto il Premio Internazionale di Ecologia Umana. Questo bosco ospita, per la prima volta in Italia, il progetto internazionale Trace (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification), grazie al quale gli alberi usano la tecnologia per comunicare lo stato di salute del pianeta e non solo. Inoltre, grazie al sound artist Federico Ortica, gli alberi creano musica regalando un’esperienza sensoriale unica.

La tecnologia al servizio dell’ambiente, e viceversa, per raccontare lo stato di salute del pianeta e creare momenti unici dove natura, scienza, musica e arte si fondono insieme in qualcosa mai visto prima. E anche qui è protagonista la musica. Nella foresta di Città della Pieve, Federico Ortica ha trasformato il bosco in un originale palcoscenico per un’inedita installazione sonora multisensoriale. L’iniziativa rientra nel progetto “Natural Genius” della famiglia Margaritelli, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma, accomunati dall’amore per il legno, importante risorsa naturale per l'uomo e per il pianeta. Primo capitolo di questo lungo racconto è la performance artistica di Ortica intitolata “ResonaTrees”, frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica. 

Performance di Federico Ortica a Città della Pieve. Courtesy Margaritelli

Dolomiti. Numerosi i progetti di architettura che dal concept al cantiere hanno tenuto conto dell’opportunità di riutilizzare il legno degli alberi colpiti nel 2018 dalla tempesta Vaia. Lato design si è distinta la start up Vaia, affacciatasi di recente nel mondo delle aziende green e promossa da un gruppo di giovani imprenditori, appunto per ridare vita a parte di quei 42 milioni di alberi che sono stati abbattuti da una delle più pesanti tempeste che ha colpito le Dolomiti negli ultimi anni. Il risultato? Vaia Cube, una cassa passiva che permette di amplificare il suono dello smartphone senza l’utilizzo di nessun tipo di energia. E per ogni Vaia Cube venduto, un albero sarà ripiantato.

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