Bodàr, CinqueA, Archistart studio, Biro+, Tari Architects: cinque studi che si sono fatti conoscere nel 2020

La sfida dei concorsi, un trampolino per le promesse dell’architettura italiana

Paola Pierotti, PPAN
14. December 2020
Piazza d'Armi, Ancona. Immagine di CinqueA

I talenti del 2020? Se i concorsi sono uno dei principali trampolini di lancio per i professionisti del futuro, basta guardare con attenzione gli esiti di alcune competizioni recenti, dove sul primo gradino del podio sono saliti proprio dei giovani professionisti. Da Cuneo ad Ancona a Lecce.

Per la rigenerazione dell’ex frigorifero militare di Cuneo ha vinto la gara in due fasi il team guidato dallo studio Bodàr, fondato nel 2003 da Francesco Messina, classe ’77 laureatosi in architettura all’Università di Reggio Calabria. Un percorso di quasi 15 anni, quello di Bodàr, scandito proprio dalla partecipazione a numerosi concorsi di progettazione e di idee.

La gara piemontese, promossa dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo (bando sulla piattaforma online del Cnappc), è stata vinta assieme ai fiorentini di Filoferro Architetti e al giovane progettista Edoardo Fanteria. Erano 200 i gruppi che hanno partecipato al concorso per ridare un senso, un carattere e un futuro all’edificio costruito a fine ‘800, abbandonato da tempo. Una seconda vita come centro polifunzionale destinato alle arti. «La nostra idea, raccontata alla commissione grazie a una prassi concorsuale che riprende la legge francese per l’architettura – hanno spiegato gli architetti – è quella dell’innesto che agisce in maniera significativa sugli interni mentre, sulla facciata, solo con piccole aggettivazioni. La rimodulazione degli spazi è propedeutica all’inserimento di alcune attività come un ristorante e delle sale polivalenti. Importante la copertura, che si fa spazio pubblico».

Ad Ancona per il restyling di piazza d'Armi, con la riqualificazione del mercato coperto e dell’area circostante, è stato premiato lo studio CinqueA di Treviso, fondato da Matteo Benigna, Matteo Cecchi, Diego Collini, Marco Gatti e Giovanni Manzoni, tutti under 35, nessuno trevigiano e con origini dalla Lombardia alla Sicilia. La commissione ha scelto questo progetto per «la chiarezza dell’impianto planimetrico, la correttezza del rapporto con il contesto urbano esistente, la qualità architettonica del costruito e il corretto rapporto tra edifici e spazi aperti circostanti». È stata la sindaca Valeria Mancinelli su Facebook a condividere le prime immagini, lasciando un commento. «Una bella armonia tra spazi coperti e scoperti, il mercato, la piazza, il verde, una nuova viabilità. Obiettivo, riqualificare e alimentare tutta la vivacità che quel luogo esprime. Durante il periodo natalizio allestiremo dentro il mercato una mostra del progetto vincitore e di quelli entrati in finale. Voglio che chi vive fin da oggi quel luogo senta la bellezza di quello che verrà. C'è un'ultima cosa che mi fa piacere dire: tra le 25 proposte pervenute da professionisti di tutta Italia ha vinto un progetto realizzato da giovani under 35 in uno studio di livello internazionale. Mi fa felice e mi dà speranza che siano giovani coloro che hanno disegnato il futuro di un pezzo della storia di Ancona».

Render proposta vincitrice ex Frigorifero militare di Cuneo. Render di Bodàr

Under 35 anche a Lecce, per la valorizzazione dell’ex Galateo. Anche in questo terzo caso si tratta di una gara indetta attraverso la piattaforma del Cnappc e promossa da Regione Puglia, Comune di Lecce, la società Puglia Valore Immobiliare e l’Arca Sud Salento con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce. Primo premio ai giovani architetti di Archistart studio in collaborazione col gruppo Alcotec, del valore di 80mila euro. A loro sarà affidato un incarico da 1,2 milioni di euro. Valorizzazione del patrimonio storico con design contemporaneo e un mix di funzioni, un link tra centro urbano e prima periferia, case integrate con attività produttive, per far rinascere quello che è stato un sanatorio. Il tutto inserito in un parco urbano. È questo il progetto del collettivo che farà rinascere l’edificio Ex Galateo di Lecce, testimonianza della memoria collettiva del capoluogo pugliese, da anni in stato di abbandono. Qui si insedierà una comunità sperimentale, dove i cohouser di tutte le generazioni, a partire da giovani e anziani, potranno godere dei benefici e del supporto di vicinato e, in alcuni casi, trovare occupazione.

Da ex sanatorio a architettura per il cohousing, con uno studentato, dei laboratori, una guest house e un mercato sociale: un grande contenitore pubblico che andrà a generare valore sociale ed economico. «È un progetto molto importante per Archistart studio in quanto le linee guida principali per l’Ex Galateo corrispondono e sintetizzano le tematiche sviluppate e approfondite negli anni da Archistart in ambito di rigenerazione urbana, community hub e innovazione sociale – raccontano dallo studio –. Questo progetto innovativo sarà l’occasione per Lecce di sperimentare un modello di comunità che grazie alla presenza di un grande parco pubblico sarà condiviso ed accessibile da tutta la cittadinanza».

Render di progetto per l'ex ospedale Galateo a Lecce. Render di Archistart studio

A inizio anno, con il supporto del network Archistart, era stata promossa un’iniziativa privata da Sardi Immobiliare per la riqualificazione di un’area ricettiva di 44mila mq con un hotel, un complesso termale e un ristorante, inserita nel verde della campagna laziale, fra Roma e Rieti. Un concorso di idee, a inviti, rivolto a soli giovani vinto dallo studio di architettura barese Biro+. Ad aggiudicarsi il secondo e il terzo posto erano stati, rispettivamente, i bolognesi LADO Architetti e i fiorentini di OPPS architettura. 

Tra le tante iniziative guidate dai giovani, nel 2020, va considerato il progetto di sensibilizzazione promosso dai due trentenni soci dello studio romano Tari Architects, Marco Tanzilli e Claudia Ricciardi. Si chiama“Visioni romane” e punta a disegnare il futuro, con una visione per Roma. Ricordate le tappe più recenti, preso atto della particolare situazione del Paese, considerando anche la campagna elettorale all’orizzonte, si fa spazio un progetto culturale che mette il futuro di Roma sotto la lente dei giovani talenti. I promotori sono appunti degli architetti, vincitori nel 2020 del premio “best40 under40 European architects”: un dibattito a più voci sulla condizione dell’architettura della Capitale, per discutere sulla possibilità di «restituire all’architettura quel ruolo politico, nel senso etimologico e più nobile del termine, che nella storia le è sempre spettato». Parte dagli architetti, ma non vuole fermarsi lì.

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