Tra criticità e sfide, l’edilizia scolastica sotto i riflettori del mondo della progettazione

Scuole innovative, con il Pnrr una nuova stagione di concorsi

Paola Pierotti, PPAN
11. November 2021
Scuola Innovativa a Macerata. Progetto homu, immagine ©Onirism

Scuole innovative? Si riparte. Dopo il percorso ad ostacoli del concorso che aveva coinvolto una cinquantina di scuole qualche anno fa (e con pochi progetti che sono riusciti a vincere le criticità sorte una volta aggiudicata la gara), si annuncia un maxi-concorso di progettazione, indetto dal Ministero dell’Istruzione in attuazione del Pnrr, per la realizzazione di qualche centinaio di scuole innovative. Le aree geografiche e gli enti locali saranno individuati a seguito di una procedura selettiva per l’attuazione delle misure della missione 2 del Piano, ma già si conoscono i dettagli della procedura. Si parla di concorsi articolati in due gradi: il primo finalizzato alla presentazione di idee legate agli obiettivi generali; il secondo, cui accedono le migliori proposte, volto alla predisposizione di progetti di fattibilità tecnica.

Il concorso, una procedura ordinaria, in un tempo straordinario come quello segnato dai rapporti con l’Europa. Ecco che l’intera procedura dovrà concludersi entro 160 giorni dalla pubblicazione del bando, oltre il quale gli enti locali potranno procedere autonomamente allo sviluppo della progettazione. E al termine del concorso, i progetti di fattibilità tecnica ed economica diventano di proprietà degli enti locali che attuano gli interventi. Ancora, ai vincitori sarà corrisposto un premio e sarà affidata la realizzazione dei successivi livelli di progettazione, direzione lavori inclusa. Il concorso torna protagonista in un Paese dove negli ultimi anni sull’edilizia scolastica si sono moltiplicate le gare, e dove l’offerta economica ha fatto spesso pesare il tema dei ribassi nella scelta del vincitore.

Non sono mancati tra l’altro concorsi evoluti in modo discordante dalle premesse. Come nel caso del concorso internazionale per il complesso scolastico Scialoia a Milano, indetto dal Comune e aggiudicato a Modus Architects che, dopo aver consegnato il progetto preliminare, è venuto a conoscenza che l’amministrazione – facendo leva sull’emergenza e i tempi ridotti per assicurarsi i finanziamenti – è andata in deroga al bando di concorso optando per una gara di appalto integrato per le imprese (aggiudicata a Multimanutenzione con Ati Project). «L’appalto integrato – ha commentato Matteo Scagnol, partner dello studio Modus Architects – potrebbe essere accettabile al massimo per l’esecuzione di un ponte, dove la complessità tecnologica in campo è preponderante, ma in una scuola la figura dell’architetto e di chi ha generato il progetto è fondamentale per portare completare e far crescere un progetto di qualità. La semplice conclusione è che in Italia la maggiore criticità è che l’architetto per le amministrazioni è un problema più che una risorsa».

Scuola in via Scialoia a Milano. Progetto Modus Architects. Fonte www.scuolascialoia.concorrimi.it

La scuola è anche uno dei temi prioritari dell’impegno di Cassa Depositi e Prestiti, con interventi finalizzati alla realizzazione, alla ristrutturazione e all’efficientamento delle scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo: restituire alle comunità locali strutture moderne, sicure e accoglienti. “Il rinnovamento infrastrutturale degli edifici scolastici persegue priorità di crescita sostenibile, coesione e sviluppo economico e sociale attraverso la creazione di ambienti di apprendimento sicuri e innovativi dal punto di vista pedagogico e funzionali all’utilizzo delle tecnologie digitali”, si legge nel bilancio integrato del 2020. Lo scorso anno Cdp ha affiancato decine di enti locali, intervenendo con 120 milioni di euro mobilitati per 234 istituti scolastici finanziati, dalla scuola primaria agli istituti universitari.

La scuola come palestra per il mondo della progettazione, come occasione di dibattito sulla cultura del progetto. E ancora, la scuola come tema di concorso che può essere portato a meta con successo. Ma anche come infrastruttura sociale (come accade a Mantova dove il Politecnico ha chiamato a raccolta una task force interdisciplinare per un programma urbano dell’edilizia scolastica) o come occasione per dare vita a nuove comunità energetiche (come è successo a Cagliari grazie al progetto europeo Nesoi). Il tema dell’edilizia scolastica torna ancora una volta sotto i riflettori, questa volta grazie al Pnrr. Che la disponibilità di risorse economiche sia l’occasione per dare vita, in modo diffuso, ad una stagione di progetti dove architettura, economia urbana, ambiente e pedagogia (tra loro integrati) saranno i driver delle scuole del futuro?

In copertina il progetto firmato dallo studio homu per Macerata, uno dei nuovi poli nato dal concorso "scuole innovative" (credit ©️Onirism)

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