Italiani all’estero. Valorizzazione del complesso storico integrando memoria e contemporaneità

C+S Architects in Belgio per la riqualificazione urbana delle ex-scuderie reali a Tervuren

Paola Pierotti, PPAN
21. de juliol 2020
Complesso delle ex-scuderie reali a Tervuren. Courtesy C+S Architects

Lo studio veneto C+S Architects, guidato da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, ha ottenuto il permesso di costruire per la rigenerazione urbana del complesso delle ex-scuderie reali a Tervuren in Belgio. A 15 minuti dalla capitale belga, firma italiana per un investimento da 100 milioni di euro, per uno sviluppo di nuovi complessi residenziali, con servizi annessi.

Via libera anche per le autorizzazioni dei Beni Monumentali e dell’Ente di Tutela del Paesaggio, per il progetto che prevede il restauro del complesso storico che si caratterizza per una pianta a forma di ferro di cavallo, immerso nel parco secolare che comprende anche il Royal Museum of Central Africa, da poco inaugurato, e l’edificio dell’Orangerie, che verranno trasformati in edifici per l’hospitality con un albergo di lusso per un totale di 108 camere, ristoranti, sale comuni e aree benessere aperte anche alla comunità locale, residenze, uffici e servizi.

Render di progetto. Courtesy C+S Architects

«Ci è sempre interessato occuparci del rapporto con la memoria e l’identità dei luoghi per traghettarli verso il contemporaneo creando un dialogo tra le tecniche del passato e la contemporaneità. Con questo progetto di rigenerazione urbana – raccontano gli architetti con studio a Treviso e a Londra – siamo orgogliosi di restituire ai cittadini di Tervuren una parte di città oggi interclusa. In questo caso, il rapporto tra antico e nuovo, è stato risolto grazie all'inserimento di una serie di micro-piazze urbane, interamente pedonali capaci di ricucire i diversi elementi del progetto e reinventare lo spazio pubblico come spazio di gioco, sosta, mercato e svago».

Recupero e valorizzazione dell’esistente, ma anche innesti contemporanei, con uno studio attento alla documentazione storica, alle consistenze materiche e dei processi di trasformazione della fabbrica esistente: un’operazione architettonica ma anche un processo di ricucitura urbana che ridarà unitarietà ai diversi manufatti. «La riproposizione in chiave contemporanea di una piazza sopraelevata rispetto al livello ora esistente, ma presente nelle mappe storiche, ha permesso – spiegano gli architetti – di nascondere le ingombranti volumetrie dei parcheggi e della spa che, attraverso un nuovo innesto tra il corpo a pianta curvilinea e l’Orangerie, mette in comunicazione i diversi corpi di fabbrica, dando forza alla continuità degli spazi pubblici, vera e propria spina dorsale del progetto».

Render di progetto. Courtesy C+S Architects

A chiudere questo spazio pubblico, protetto dalla strada carrabile mediante piccole differenze di quota, è previsto un nuovo blocco che ospiterà delle residenze speciali, dei servizi, egli uffici e dei laboratori. L’architettura si distingue per la soluzione identificata per le facciate di questo edificio, per le sue relazioni con il contesto, con una traduzione in chiave contemporanea degli elementi storici: dal coronamento in scandole (che vengono sostituite con lo zinco ossidato al posto dell’ardesia), alle cornici delle finestre, che vengono riproposte con elementi cementizi additivati discontinui, con riempimenti in calce rasata di colore bianco.

Equilibrio tra volumi e spazi aperti. Dalla piazza sopraelevata si raggiungerà il parco con un percorso che si svolge radente il muro storico preesistente che viene in parte mantenuto a testimonianza del recinto che storicamente racchiudeva il complesso e che ora viene aperto alla città. «In corrispondenza della porzione di muro demolita – spiegano gli architetti - viene previsto un piccolo ponte che attraversa il nuovo laghetto proposto come bacino di raccolta delle acque e fonte di energia per il complesso, completando la serie di piccoli laghi, prima dell’innesto con il grande bacino del parco secolare».

Sul lato opposto del parco rispetto all’edificio dell’Orangerie, si innestano due nuovi volumi residenziali rivestiti in pietra tipo Biancone con coronamento in Blue stone locale, generando ancora un contrasto tra il volume di base e l’elemento di coronamento.

Rivolgendosi verso un’ultima piazzetta più informale, lo stesso edificio viene attraversato da un sottopasso che lo taglia in corrispondenza del muro del recinto storico, che qui viene nuovamente preservato e racchiude questo spazio di sosta verde. Su di esso si affaccia un ulteriore edificio storico in mattoni che ospiterà un ristorante e un ultimo blocco residenziale in laterizio nero e rivestimento in zinco brunito, in un dialogo a distanza con il primo dei tre innesti. Sul lato opposto, a chiudere il sistema delle piazze pubbliche, un passaggio attraversa il nuovo complesso alberghiero connettendosi con lo spazio pubblico ovale monumentale all’interno del ferro di cavallo. 

Nel team di progettazione, insieme allo studio C+S anche gli architetti locali dello studio A33 (Lovanio) e DEArchitecten (Tervuren).

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